La scrittrice Michelle McNamara grazie al suo I’ll Be Gone in the Dark, riapre il caso di un pericoloso serial killer

di Laura Pozzi

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Morta il 21 aprile 2016 a soli 46 anni in circostanze misteriose, la scrittrice di crime story Michelle McNamara moglie dell’attore comico Patton Oswalt, con il suo libro I’ll Be Gone in the Dark, ha contribuito in modo prodigioso a riaprire il caso di un pericoloso e macabro serial killer denominato Golden State Killer attivo sulla scena del crimine americano tra il 1979 e il 1986.

Responsabile di efferati delitti (si contano 12 omicidi e circa 50 stupri) compiuti nella California del Sud, l’inchiesta è rimasta per lunghissimo tempo un rebus indecifrabile di non facile soluzione. Fino a quando le illuminanti pagine della McNamara, hanno in parte sciolto l’enigma e portato alla messa in custodia del settantaduenne Joseph James DeAngelo ex poliziotto di Sacramento riconosciuto come il potenziale e inafferrabile killer.

Data la prematura e improvvisa scomparsa I’ll Be Gone in the Dark, uscito postumo nel febbraio 2018 è stato ultimato da Patton Oswalt in collaborazione con un giornalista. Il libro raccoglie anni di indagini,  ricerche e ipotesi investigative sulla mancata risoluzione di un caso tramutatosi nella mente dell’autrice in vera e propria ossessione. La scrittrice si tiene alla larga dal citare esplicitamente il colpevole, azzardando ipotesi basate solo ed esclusivamente su documenti e non su fittizie suggestioni o convinzioni personali.

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La grande curiosità nata intorno al libro e al materiale in esso contenuto ha consentito grazie ad un imponente battage pubblicitario un rinnovato interesse per un caso a dir poco intricato e archiviato da tempo. Il giorno successivo alla cattura Oswald ha scritto un tweet, facendo richiesta di poter incontrare il colpevole per sottoporlo alle domande che tormentavano la moglie, che auspicando un’accettabile risoluzione aveva immaginato una possibile cattura. Il libro, ha ricevuto tra l’altro il plauso di noti e influenti scrittori come Stephen King, Michael Connelly e Gillian Flynn, che ne ha curato personalmente l’introduzione.

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