Riprende vita il “Trionfo della Morte” di Buffalmacco nel Camposanto di Pisa

di Nicolò Palmieri

Trionfo della Morte - Out Out Magazine - 1.jpg

E’ stato portato a termine l’enorme restauro del ciclo medievale di affreschi di Buffalmacco, appartenenti al Camposanto Monumentale di Pisa.

Tra questi, il più affascinante (ed anche quello che ha richiesto maggiori sforzi) è sicuramente il Trionfo della Morte, grande affresco (5,6 x 15 metri), staccato, restaurato ed ora pronto ad attendere il 17 giugno, giorno della festa di San Ranieri (patrono della città) e del ritorno al suo luogo d’origine.

L’affresco sarà l’ultimo a rientrare, e tornerà ad unirsi al meraviglioso complesso di pittura murale, risalente al 1300 e recuperato dopo la quasi distruzione causata da una bomba caduta sul Camposanto nel luglio 1944.

Il restauro è stato realizzato dall’Opera della Primaziale Pisana, con la direzione di Antonio Paolucci, e la supervisione dei restauratori Carlo Giantomassi e Gianluigi Colalucci.

Trionfo della Morte - Out Out Magazine - 2.jpg

Ricorda Paolucci: “Da quel funesto giorno tutti i maggiori storici dell’arte, chimici, geologi, scienziati, passarono su quelle vestigia per cercare di salvare il salvabile, forse poco, ma sempre qualcosa cui non si poteva rinunciare”.

Gli affreschi furono staccati e i disegni sottostanti, le sinopie, il più importante corpus grafico murale del ‘300 esistente al mondo, esposti nel vicino Museo delle Sinopie.

A partire dalla fine degli anni Quaranta, si sono alternati vari tentativi di restauro, accompagnati da ogni sorta di metodologia.

Alla fine, nell’ultimo quindicennio sembra essersi trovata la giusta soluzione per risanare gli affreschi, sostenendoli su supporti rigidi a nido d’ape in vetroresina e alluminio, ripulendoli da colle invasive, usando persino il metodo di batteri «mangiatori», e infine monitorandoli attraverso innovativi sistemi di retro-riscaldamento.

Trionfo della Morte - Out Out Magazine - 3Così, 1500 mq di pittura dei 2000 iniziali sono potuti tornare a comporre il quadro d’insieme, impalliditi ma ancora leggibili: tra questi, le Storie degli Anacoreti, il Giudizio Universale, l’Inferno, e tra poco il tanto atteso Trionfo della Morte, tutte opere di Buonamico Buffalmacco, pittore fiorentino che può vantare la sua presenza in alcuni aneddoti del Decamerone di Boccaccio.

La grande scena del Trionfo della Morte, realizzata tra il 1336 e il 1341, rappresenta la vittoria della Morte sulla Vita, sfoggiando il suo racconto su un grande sfondo azzurro: tre cavalieri con le loro dame stanno andando allegramente a caccia e incontrano tre bare con i relativi morti in diverso stato di decomposizione; la lotta tra angeli e demoni per accaparrarsi le anime dei defunti (una scena quasi horror); la Morte nelle vesti di orribile genio volante con ali di pipistrello.

Colalucci tende a precisare, soddisfatto: “Certo, si è persa l’azzurrite, il colore intenso blu del cielo, che c’era allora, si sono perse le lamine d’oro e d’argento, il brillio dei metalli, ma la pulitura, sapiente e delicata, ha restituito gran parte della pittura con ogni particolare”.

L’affresco torna dunque a vivere, grazie ai miracoli della scienza, e mostra nuovamente al mondo le sue meraviglie, che collegano due epoche e fanno riaffiorare ai nostri occhi le lontane immagini del vero medioevo.

Rispondi