La truffa dei Logan, il riscatto di individui tra tanti

di Corinne Vosa

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Jimmy (Channing Tatum) è un giovane padre zoppo che si ritrova senza lavoro e suo fratello Clyde (Adam Driver) un barista che ha perso una mano durante il suo servizio militare e indossa una protesi ad un arto. Vivono nel West Virginia e nel tentativo di risollevare le sorti della famiglia,si organizzano per mettere a segno una rapina alla Charlotte Motor Speedway, durante la leggendaria gara di auto Coca-Cola 600.

Per attuare l’ambizioso piano ricorrono all’aiuto dell’esperto in esplosioni Joe Bang (Daniel Craig). Proprio quando sembra che il colpo sia stato portato a termine un’inarrestabile agente dell’FBI, Sarah Grayson (Hilary Swank) inizia a ficcare il naso sulla scena del crimine, sospettando di tutti coloro che incontra.

La truffa dei Logan è un’esplosiva e coinvolgente action-comedy su una bizzarra ed ambiziosa rapina e segna il ritorno al grande schermo di Steven Soderbergh, regista poliedrico che non teme alcuna sfida e che ama osare e sperimentare.  

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Il punto di forza del film è nella caratterizzazione dei personaggi, ognuno a suo modo unico e meravigliosamente folle. I fratelli Logan sono molto legati tra loro, diversi ma complementari: Jimmy, ex promessa del football, con un ginocchio fuori uso,è un padre amorevole e premuroso, protettivo verso chi ama e alle volte eccessivamente aggressivo se assiste a un’ingiustizia, forte e fragile insieme; Clyde è più riflessivo e vulnerabile, anche se in realtà anche lui per non essere da meno del fratello ha imparato a difendersi, al punto da diventare un eroe di guerra, fino al giorno funesto in cui poco prima di rientrare in patria ha perso la mano, e da allora è costretto a utilizzare una protesi. Non a caso è ossessionato dalla leggenda che vuole che la loro famiglia sia perseguitata da una maledizione che ha generato a molti dei membri una serie di sfortunati inconvenienti. I Logan decidono di riscattarsi da una vita di fallimenti e riuscire a capovolgere la loro sorte. Ma anche il resto del gruppo non è da meno in simpatia: Joe Bang, strafottente e “secchione”, un inedito Daniel Craig biondo platino, in un ruolo ricco di battute straordinarie; i fratelli Fish e Sam Bang (Jack Quaid e Brian Gleeson), ingenui, sempliciotti e da poco “religiosi”; Mellie, la seducente sorella di Jimmy e Clyde, apparentemente frivola ma intelligente e sensibile, il cui contributo nella rapina è fondamentale, interpretata da un’ottima Riley Keough. Inoltre nel cast sono presenti Hilary Swank nel ruolo di un agente dell’FBI, dallo sguardo maligno e intelligente, Katie Holmes, che interpreta Bobby Jo (l’ex moglie di Jimmy che gli rende la vita impossibile), nel ruolo della figlia Sadie la giovanissima e talentuosa Farrah Mackenzie, il comico Seth MacFarlane, nelle vesti dell’arrogante Max Chilblain e Sebastian Stan in quelle del pilota salutista Dayton White.

La sceneggiatura è brillante al punto da sorprendere che sia il debutto di una giovane sceneggiatrice, Rebecca Blunt, ispiratasi per il soggetto al suo amico attore Channing Tatum. Infatti la Blunt ha dichiarato di vedere in Jimmy Logan una versione alternativa della storia dell’attore: “Chan viene da un paesino del sud, credo che abbia vinto una borsa di studio per giocare a football andata in fumo rompendosi il ginocchio prima dell’inizio della stagione, così è diventato uno spogliarellista”. Allora si è chiesta: “Cosa sarebbe accaduto se Chan non fosse diventato uno spogliarellista ma fosse tornato a casa?” Dunque l’attore protagonista non poteva che essere lui, e d’altra parte è perfetto nel ruolo, come d’altronde lo sono tutti i suoi colleghi nel proprio. Ognuno di loro si è impegnato con ottimi risultati ad adottare il dialetto del West Virginia, in particolare Adam Driver.

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La truffa dei Logan è un vortice di energia, vitalità e originalità che non scade mai in una superficiale leggerezza ma lascia percepire un’accurata analisi dei personaggi e delle loro vite, insignificanti agli occhi della società, ma piene di bellezza e dignità. Così non possiamo che tifare per loro, non solo dal momento che la trasgressione affascina ma anche perché ci sembrerebbe immorale non farlo, e d’altronde sarebbe una sfida quasi impossibile. Sono personaggi perfetti nella loro imperfezione, strani ma non caricaturali, comici e drammatici allo stesso tempo (soprattutto i Logan), ricchi di sfaccettature.

La regia di Steven Soderbergh è impeccabile e genera un ritmo travolgente senza aver bisogno di effetti speciali o scene violente. Molto curato è il lavoro sulla colonna sonora, affidata al compositore e musicista irlandese David Holmes, collaboratore assiduo di Soderbergh, per cui aveva già realizzato la colonna sonora di Ocean’s Eleven e dei suoi sequel. Il regista ha dichiarato di aver voluto dare anche attraverso la musica l’idea di autenticità, desiderando un approccio analogico in cui si sente che le musiche sono suonate da persone vere: “Per accordarsi con la portata di ciò che questi ragazzi erano in grado di fare, le canzoni non dovevano sembrare costose, non potevano essere troppo costruite. La colonna sonora doveva essere ruvida, come se ci fosse un po’ di ruggine. E sotto questo aspetto, David ha superato se stesso”. La canzone centrale nel film, che ne rappresenta i valori, è Take me home,country roads, scritta e interpretata da John Denver e pubblicata nel suo album Poems, Prayers and Promises del 1971.

Concludendo Steven Soderbergh mette a segno un colpo perfetto. Esilarante e nostalgico, La truffa dei Logan, oltre a deliziarci con il suo humor, ci lascia qualcosa dentro, una sensazione di purezza forse, e ci regala la possibilità di amare i suoi splendidi personaggi.

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