Emily Blunt: quando il femminismo non veste Prada

di Luca Ingravalle

emilybluntoutoutmegazine3.jpeg

E’ uscito giovedì nelle sale cinematografiche italiane Un Posto Tranquillo- A Quiet Place, la sorpresa horror dell’anno e campione di incassi negli USA lo scorso weekend.

Il film è diretto da Jonh Krasinski che insieme a Emily Blunt, moglie nella vita e sullo schermo, mette in scena uno degli esperimenti di genere più riusciti degli ultimi anni. In una recente intervista la Blunt ha avuto modo di rivelare alcuni retroscena riguardanti la realizzazione del film, motivando la decisione di recitare a fianco di suo marito.

emilybluntoutoutmegazine1.jpeg“Un’idea originale e unica” ha affermato l’attrice, lodando il lavoro degli sceneggiatori Bryan Woods e Scott Beck, capace di raccontare con semplicità il fragile equilibrio di un qualsiasi nucleo familiare, in un contesto tutt’altro che semplice.

Durante l’intervista l’attrice britannica ha rivelato quanto imparare il linguaggio dei segni in base alle caratteristiche di ognuno dei personaggi sia stato utile per la costruzione degli stessi, e quanto osservare la potenza emotiva della sua giovane co-star Millicent Simmonds (sordomuta nella vita) l’abbia ispirata durante le riprese.

Emily Blunt ha poi concluso con una riflessione sull’abuso del termine “femminista” attribuito a molti dei suoi personaggi: “Non vedo perché ogni qual volta che una donna sullo schermo ha un obbiettivo di qualsiasi tipo viene definita forte e coraggiosa. Nessuno definirebbe forte e coraggioso il personaggio di Josh Brolin in Sicario per i suoi scopi”.

Rispondi