Il Tuttofare: un’azzeccata commedia italiana

di Lorenzo Bagnato

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Valerio Attanasio, già sceneggiatore di Smetto quando voglio, esordisce alla regia con Il Tuttofare; intelligente commedia di stampo sociale. Esattamente come nel film di Sydney Sibilia, anche ne Il Tuttofare Attanasio concentra la sua attenzione su un problema molto grave nell’attuale società italiana: la disoccupazione dei laureati.

Potremmo dire, infatti, che Il Tuttofare consacra lo stile esagerato e nonsense di Attanasio che, così come in Smetto quando voglio, anche nel suo esordio registico porta sopra le righe, innescando così la risata nello spettatore, situazioni attuali e problematiche.

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Nel caso de Il Tuttofare troviamo al centro della trama Antonio Bonocore (Guglielmo Poggi), un giovane e promettente avvocato, che rimane invischiato in loschi affari di mafia ed illegalità gestiti dal suo “mentore” Toti Bellastella (Sergio Castellitto). Il povero Antonio proverà in tutti i modi a sbrogliare la matassa, ma il suo animo e gentile e la natura da sottomesso non faranno altro che peggiorare le cose.

Tale opera rappresenta il tipo di commedia necessaria nel cinema italiano. Oltre che avvicinare il pubblico giovanile al cinema nostrano, il film è sorretto da una base malinconica, creando nello spettatore un velato senso di angoscia, che aumenta ancor più l’adrenalina nella visione. Guardando Il Tuttofare, quindi, il cervello rimane attivo e funzionante (al contrario di buona parte delle commedie dalla battuta facile degli ultimi vent’anni), ma tutto sommato la visione risulta rilassante e gradevole, grazie alla comicità sottile e pungente che il film propone.

Un’ottima prova, quindi, per Valerio Attanasio, che potrebbe presto diventare uno dei nuovi volti del cinema italiano.

 

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