Le favolose e stregate ambientazioni di Miyazaki sono realtà

di Cristina Peretti

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La denuncia dell’inquinamento e dell’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali è uno dei temi principali nella filmografia di Miyazaki. La natura è anch’essa protagonista della storia: idilliaca e ammaliante fa da sfondo a paesaggi suggestivi, che non sono solo il frutto dell’immaginazione del regista.

Chi guardando i film d’animazione di Hayao Miyazaki non è rimasto affascinato dai paesaggi incantati, sebbene a volte spettrali, in cui sono ambientate le vicende? I personaggi vivono in luoghi così magici e fiabeschi, che allo spettatore sembra di aver a che fare con città o paesaggi naturali surreali, frutto dell’immaginazione del regista. Ma non è del tutto così: Nonostante Miyazaki ha ribadito più volte di non essersi ispirato a nessun posto reale per creare le sue realtà, si possono trovare delle somiglianze con ambientazioni realmente esistenti.

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Per esempio, il complesso di servizi pubblici, che si trova all’entrata della città degli spiriti nel film La Città Incantata,  vincitore del premio Oscar nel 2003, diventando l’anime di maggior successo nella storia della filmografia giapponese, ricorda Jiufen, un edificio in cui si trova una grande sala da tè nell’isola di Taiwan. La città termale in cui lavora Chihiro, invece, sembra il frutto della combinazione di due strutture: L’Edo-Tokyo Open Air Architectural Museum a Koganei e un tradizionale hotel nipponico di Yamagata. La scenario in cui è ambientata la scena in cui la protagonista va a prendere il treno per raggiungere la strega Zeniba, ricorda la costa di Egawa, definita anche “specchio del cielo”.

Anche il terzo cortometraggio di Miyazaki, Il Castello Fluttuante trova dei corrispettivi reali: i giardini terrazzati sembrano ispirati a Caernarfon Castle a Powis Castle, al dipinto di Pieter Bruege, la Torre di Babel e al bargo italiano Civita di Bagnoregio. Socialmente impegnato, è Il Castello nel cielo, in cui si vogliono onorare i minatori e i loro scioperi in Galles (dove per l’appunto vengono ambientate le scene) nel 1984, a cui Miyazaki fu testimone. L’unico ad avere un’ambientazione precisa è Porco Rosso, la cui storia si svolge nelle coste dalmate dell’Adriatico: il rifugio del protagonista corrisponde alla Stiniva Cove, una baia semicircolare racchiusa da alte e scoscese scogliere, raggiungibile solo in barca.in Croazia, sull’isola di Vis, in Croazia. Anche il suo ultimo film Si Alza il Vento è ambientato in un luogo perfettamente riconoscibile: Kazuiro, dove si dice che l’imperatore Akihito abbia incontrato la sua futura moglie nel 1957.

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