La mecca del cinema italiano? La Puglia

di Agostino Casaretto

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Quando il Ministro Dario Franceschini affermava, nel novembre 2016, che l’approvazione della legge Cinema avrebbe segnato l’anno zero fra tutte le leggi sul cinema del passato aveva sollevato molte speranze in tutte le persone che lavorano nell’ambito del Cinema perché non si sarebbe potuto immaginare che l’anno zero si riferisse alla morte e non alla risorsa del Cinema italiano.

Le cause principali che feriscono gli addetti ai lavori sono principalmente che il cinema viene fatto sempre dalle stesse persone a cui vengono elargiti fondi per poter lavorare. Ora si viene a conoscenza che per fortuna vi sono iniziative private che danno speranza a quelli che vogliono cimentarsi in questa arte, tanto è vero che risulterebbe da un comunicato ANSA che la produzione made in Puglia sta crescendo. A confermarlo una nota dell’Apulia film commission con i dati provvisori annuali del bando “APULIA FILM FUND 2017” che vedono un incremento del 43 % delle istanze pervenute ed elaborate (60 contro le 42 dell’anno precedente, mentre è del 115 % l’incremento delle opere audiovisive (43 in tutto) beneficiarie di contributo economico “APULIA FILM FUND 2017”. Una produzione che fa davvero invidia con 15 lungometraggi, 18 cortometraggi, 2 cortometraggi di animazione, 4 documentari 3 film tv, e 1 serie tv per un totale di 4.1 milioni di euro, con una ricaduta sul territorio stimata a 11.6 milioni di euro. Di sicuro interesse vengono definiti altri due importanti dati relativi alle giornate di lavorazione e all’impiego di lavoratori iscritti al database “Production Guide”. Le produzioni beneficiarie hanno preventivato 695 giornate di lavorazione (+ 43%), mentre sono 1.168 lavoratori residenti in Puglia a essere impiegati sui set, con un aumento dell’89 % rispetto al 2016. Concludendo la domanda è: il cinema italiano si sta trasferendo in Puglia?

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