Wajib: piccolo gioiello dalla Palestina

di Lorenzo Bagnato

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Il cinema palestinese non è di certo il più prodigo del mondo. Sono pochi, infatti, i film che vengono realizzati nel paese, e ancor meno sono coloro che vengono distribuiti al mercato estero.

Eppure Wajib, scritto e diretto da Annemarie Jacir, non solo è riuscito a valicare le frontiere del proprio paese, ma fu anche selezionato per rappresentare la Palestina ai Premi Oscar 2017, non finendo però nella lista dei candidati. Decisamente un successo, però, considerando anche che Wajib non è certamente definibile un film commerciale, in quanto scevro da tutte le meccaniche adrenaliniche e mozzafiato che vediamo nel cinema mainstream.

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Wajib racconta di un rapporto padre-figlio complicato, di un paese orgoglioso ma sconvolto dalla guerra, di una società fondata su valori decadenti e in via di abbandono. Si sente la fierezza della regista di provenire da uno stato così affascinante, ed è altrettanto palpabile il disprezzo per tutti coloro che tale stato lo vogliono morto. Vi è una discussione sull’emigrazione, scelta considerata comoda ma, allo stesso tempo, codarda. Eppure la regista stessa si chiede in che misura sia possibile rimanere e combattere, quanto ne valga la pena. Annemarie Jacir sa che non si combatte solo con le armi, ma anche con la fedeltà ai propri valori, per quanto questi possano essere retrogradi e bigotti.

In conclusione, Wajib è un piccolo spaccato della vita palestinese, paese considerato dagli occidentali come coraggioso ed affascinante, senza che tali affermazioni posino, però, su basi concrete.

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