Nightmare 4 – Il potere delle anime

di Francesco Lagonigro

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Nightmare 4 – il non risveglio è il nuovo capitolo della saga creata da Wes Craven, diretto da Renny Harlin nel 1988.

Quando il sonno cadde sugli uomini la paura venne su di me e fece tremare tutte le mie ossa…” Con questa frase si apre il quarto film della saga incentrata sul demone dei sogni Freddy Krueger, interpretato ancora magistralmente da Robert Englund, ormai incarnazione del personaggio. Se durante i titoli di testa del film precedente vedevamo Kristen Parker (Patricia Arquette) intenta a costruire la casa in cartapesta (la casa di Freddy) in questo film, sempre sullo scorrere dei titoli di testa, una bambina disegna la medesima casa con i gessetti colorati. Il disegno è eseguito sull’asfalto del vialetto che conduce proprio alla fatidica casa, ormai abbandonata e diventata luogo infestato, ipotetica zona d’elezione di sfide di coraggio nelle notti di Halloween. Nel disegno eseguito dalla bambina, in una delle finestre tracciate dai gessi, si affaccia Freddy con il suo guanto. La canzone dei titoli, che accompagna la sequenza, Running from this Nightmare è interpretata per l’occasione da Tuesdey Knight, l’attrice (anche cantante) che interpreta il ruolo di Kristen Parker, lasciato dalla precedente Arquette, probabilmente all’epoca impegnata in altri ruoli ed altre produzioni che le hanno impedito di tornare ad indossare i panni del personaggio. Tuesdey Knight dimostra quindi di essere una brava cantante, realizzando un pezzo gradevole, orecchiabile ed in linea con il tipico stile  pop/rock degli inizi degli anni ’90.

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Nel film precedente avevamo lasciato Kristen, Ronald Kinchaid (Ken Sagoes) e Joey Crusel (Rodney Eastman) uniti per sconfiggere definitivamente Freddy, dopo la morte di Nancy. Sono loro gli ultimi sopravvissuti alla strage di Freddy, ultimi figli delle persone che giustiziarono Krueger con il fuoco. Quel fuoco ormai onnipresente nella saga, simbolo ricorrente della morte e resurrezione di Freddy Krueger.

Krueger quindi ritorna in questo film per terminare quello che lui definisce “il suo banchetto”: i tre ragazzi rappresentano le ultime portate da servire alla Morte. Kristen, la dream master del film precedente, è tormentata dal ricordo di Freddy, e dal terrore del suo ritorno. E’ convinta di non essere riuscita a fermarlo definitivamente, e grazie al suo potere trascina nei suoi sogni Joey e Kinchaid, come già aveva fatto con Nancy nella pellicola precedente. Ma i due ragazzi sono stanchi di vivere nel terrore di una minaccia che giudicano ormai innocua, preoccupati dal fatto che Kristen possa involontariamente riportare in vita il mostro, grazie anche all’energia del suo potere che potrebbe attirare il demone fuori dalla sua tomba. Ed in effetti Freddy ritorna, e la scena della resurrezione è spettacolare. Freddy rinasce proprio grazie al fuoco (il cane di Kinchaid, in sogno urina una fiamma che apre un crepaccio nel terreno del deposito di auto abbandonate dove erano stati sepolti iresti del corpo di Krueger. Le ossa si ricompongono con un effetto a passo uno e una ripresa al contrario del corpo che si riforma (nella realtà il corpo si scioglie, ma proiettando la pellicola al contrario l’illusione della creazione e della rinascita è perfetta) ci mostra nei dettagli il riformarsi del corpo corrotto dalle fiamme e dal male. Vediamo poi la telecamera che, lentamente e dal basso, riprende la sua ombra, fino a salire ad inquadrare il suo volto. Il tutto costruito come se si celebrasse l’entrata in scena trionfale del supereroe della vicenda. Ed in effetti ormai Freddy Krueger è diventato il super eroe della serie, con tanto di seguito di fan che osannano le sue delittuose azioni. Freddy è ormai diventato un’icona horror, ed il pubblico vuole vedere e sapere ogni cosa di lui. La scena della sua rinascita è sottolineata da un brano rock martellante a sottolineare che l’ (anti)eroe è tornato.

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Anche in questa pellicola viene sottolineato il discorso dell’incomunicabilità tra genitori e figli. La stessa Kristen subisce l’incomprensione della madre Elaine (Brook Bundy) che rendendosi conto che sua figlia non dorme da tempo, le somministra di nascosto dei sonniferi, inconsapevole così di condannarla a morte gettandola direttamente nelle braccia di Krueger. Lo stesso tema ricorre nel rapporto tra Dennis Johnson (Nicholas Mele) e i suoi figli Alice (Lisa Wilcox) e Rick (Andras Jones) compagni di classe di Kristen, Joey e Kinchaid. Dennis è un uomo burbero, duro con i figli, con un’apparente indifferenza nei loro confronti, e un disinteressamento di fondo che lo porta a non vedere il pericolo che corrono, nonostante le morti  dei loro amici. Proprio a seguito di queste morti Alice sembra cambiare, trasformarsi. Sembra quasi che riceva le doti personali, la forza vitale dei ragazzi che rimangono vittime di Freddy. Un transfert, un potere che sembra esserle stato tramandato proprio da Kristen, nel momento della morte di quest’ultima. Un passaggio del testimone avvenuto proprio nel luogo simbolo della saga, quella caldaia che già aveva visto l’origine del mostro. Si ribadisce quindi l’importanza della caldaia come luogo primario per la nascita del male o comunque varco di transizione per luoghi al di là della comprensione della fisica. Entrare nella caldaia significa varcare quella soglia che divide il mondo reale dall’incubo o anche dal sogno, nel caso di Kristen e Alice, in quanto nel sogno possono fare uso dei loro poteri. Alice è la più adatta, tra gli amici di Kristen, a ricevere questo potere, proprio per l’abitudine che ha Alice di immaginare e di “sognare ad occhi aperti”, quindi vive virtualmente in un mondo di sogno, anche come è sottolineato dal suo stesso nome, memore di un fantastico “paese delle meraviglie”. Quindi Alice riceve il potere dei suoi amici deceduti, e questo la porta a cambiare dentro e fuori. Da ragazza timida, riservata e anche un pò dimessa inizia a diventare più decisa, più forte. Più consapevole del suo potere e della sua forza interiore. Una forza che le farà aumentare la sua consapevolezza e la decisione di riuscire in qualche modo a vendicare i suoi amici. Come ormai è tradizione di questa serie, anche in questo capitolo viene riproposta la famosa cantilena infantile, cantata dai bambini uccisi da Freddy, ma ormai ridotti ad anime intrappolate nel suo corpo. Spiriti innocenti che non possono trovare la pace eterna. Perchè Freddy vive e si nutre proprio di quelle anime pure, godendo della corruzione nella quale le affoga. Ma in questo capitolo, a contrappunto della nenia kruegeriana, veniamo a conoscenza di una seconda filastrocca opposta alla precedente, una controparte benevola quindi, essenziale per contrastare Krueger: “l’anima della piccina dormirà, il Signore dei Sogni su di lei veglierà, il maligno nello specchio si vedrà e allora morirà“.

Come già succedeva nei precedenti film Freddy Krueger gioca con le sue vittime, facendo sempre leva sulle loro paure, sui loro desideri repressi. Con Rick, che è appassionato di arti marziali, si ritrova in un’aula di una scuola di karate; con Debbie Steven (Brooke Theiss) che ha una fobia enorme per gli scarafaggi, Freddy si diverte trasformandola in una di quelle creature, facendola finire e morire in una trappola per scarafaggi, dopo una mutazione totale del suo corpo di kafkiana memoria. Proprio in questa scena ritorna l’elemento della trappola vischiosa che già in precedenza avevano provato sia Nancy che Kristen, una melma vischiosa che impedisce alle vittime di muoversi liberamente: qui è rappresentata dalla colla insetticida che impedisce a Debbie, una volta caduta a terra (nella trappola) è impossibilitata a rialzarsi. Una scena che ci riporta al primissimo capitolo, quando Nancy cercando di fuggire da Freddy su per le scale rimaneva invischiata in una melma bianca. Una trappola quindi ricorrente nel regno di Krueger, una trappola che simboleggia l’impossibilità di fuga da parte della vittime designata, come a voler dire che nell’incubo non ci sono speranze, ma solo un lento affogare nel dolore e nell’angoscia. Una tela di ragno dalla quale la mosca intrappolata non può sfuggire.

L’atmosfera generale del film appare molto piacevole, con colori saturi, pochi giochi di ombre e meno cupo rispetto alla pellicola precedente; una fotografia quasi ingannevole, facendo sembrare questo film quasi una commedia per teenager, anche se non presenta nessuna storia d’amore, ma solo il classico gruppo di ragazzi uniti per sconfiggere il male. Un film gradevole, giovanile, che è molto apprezzato dai fans del genere, presso i quali non passa certo inosservato, diventando a suo modo un capitolo importante per la saga, e dal quale si dipaneranno le vicende del film successivo. E’ proprio con questo film che Freddy assurge definitivamente allo status di eroe, premendo un pò di più sul pedale dell’ironia e dell’humor nero che utilizza sempre con le sue vittime, portandolo quasi ad indossare i panni di un giullare della Morte, e promuovendolo a icona horror richiesta ed acclamata da adulti e bambini. Il personaggio diventa quindi riconoscibile anche per le persone che in realtà non hanno mai visto neanche un capitolo della saga.

Una curiosità: il locale dove lavora Alice è “Craven Inn”, un chiaro omaggio a Wes Craven, originale creatore di Freddy Krueger e della saga. Altri personaggi ed interpreti:Dan Jordan (Danny Hassel), Sheila Kopecky (Toy Newkirk).

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