Head of a man: l’autore del dipinto è Van Gogh

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Per quattro anni lo studioso italiano Antonio De Robertis ha lavorato alla ricostruzione dell’esatta provenienza del dipinto Head of a man ad oggi custodito ed esposto alla National Gallery of Victoria di Melbourne.

De Robertis ha confutato la perizia redatta dal curatore senior della storica istituzione olandese, Louis van Tilborgh, decretando l’appartenenza del dipinto allo stesso Van Gogh: “Sono arrivato a conclusioni diametralmente opposte trovando alcuni documenti di appoggio ineccepibili, relative alla provenienza dell’opera. Finora si era a conoscenza del fatto che il proprietario fosse la galleria Hermann Abels di Colonia dal 1928. Grazie a questo dato sono riuscito a trovare gli anelli precedenti della catena.”

Head of a man Out Out Magazine (2).jpgIl soggetto del ritratto è il pittore ucraino Ivan Pavlovitch Pokhitonov. L’autore donò l’opera a Pokhitonov, tra il maggio e il luglio del 1887, il quale la tenne con sé fino al 1891, finché non si separò dalla moglie Matilda von Wullfert, a cui poi la lasciò. Successivamente, le tre figlie, grazie al supporto del pittore russo Pavel Tchelitcew, consegnarono il quadro in conto vendita al gallerista francese Paul Rosemberg.

La novità della scoperta di De Robertis riguarda un particolare antistante la tela: “Dietro il dipinto Tchelitcew fece uno schizzo di profilo umano nascosto da due etichette di spedizione presso una mostra in Australia del 1939. Lo schizzo è databile al 1927 prima che il quadro venisse consegnato a Rosemberg”.

De Robertis ha recuperato, inoltre, alcune carte tra cui delle lettere, fatture e ricevute depositate negli archivi newyorkesi di Rosemberg,  che dimostrerebbero la sua richiesta di autenticazione e invio dell’opera al catalogatore Jacob Baart de la Faille, socio della casa d’aste A.MAK di Amsterdam.

Prosegue De Robertis: “In Olanda il quadro fu fatto vedere a un amico di Van Gogh, Arthur Briet, che ne confermò l’autografia dichiarando che l’artista gli aveva presentato il modello del quadro. De la Faille poi fece da intermediario e il quadro arrivò in galleria di Abels”.

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Il dipinto approdò in Australia nel 1939, per essere poi acquistato dal museo NGV di Melbourne che nel 2014, con l’aiuto legale dell’avvocato Olaf S. Ossmann, aderì alla richiesta degli eredi di Richard Semmel, collezionista d’arte ed acquirente del quadro, con l’intento di tornare in possesso dell’opera. Tuttavia, nel 1933, prima di rifugiarsi a New York, Semmel fu costretto a vendere tutti i suoi beni, quadro compreso. Aggiunge De Robertis: “Ed è per questo motivo che il 27 marzo scorso, insieme al mio collaboratore Emanuele Della Bella, ho tenuto un incontro della durata di quattro ore con l’avvocato svizzero Olaf S. Ossmann, presso un prestigioso studio milanese. Alla fine si è deciso di porre in atto qualunque iniziativa necessaria per far recedere il museo Van Gogh da una decisione iniqua e dannosa, cioè di continuare a sostenere che Head of a man non fosse un dipinto del grande pittore olandese”.

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