Quando le donne sono più brave degli uomini: la storia di Nellie Bly

di Cristina Cuccuru

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La parità dei sessi si sa, è una questione complessa, molte donne si proclamano paladine dell’emancipazione femminile, ma non tutte poi mettono in pratica ciò che professano, anzi, spesso il risultato che si ottiene è un agile balzo indietro rispetto ai progressi fatti fino ad ora.

Nella seconda metà del 1800 ci fu una donna che invece di balzi avanti ne fece parecchi: Nellie Bly, psedonimo di Elizabeth Jane Cochran, fu la prima giornalista investigativa e fondatrice del giornalismo sotto copertura. Ritrovatasi nel mondo del giornalismo per caso, quando scrisse una lettera di risposta ad un articolo intitolato What girls are good for (A cosa servono le ragazze), il suo talento venne immediatamente notato da numerosi editori e da quel momento Elizabeth, o meglio Nellie, divenne inarrestabile.

Nellie Bly - outoutmagazine 1Il suo precoce interesse per il giornalismo investigativo, specialmente su tematiche riguardanti le condizioni delle donne, la rese un personaggio scomodo, pertanto molti si attivarono per limitarne il lavoro, fino a quando nel 1887, trasferitasi a New York, venne assunta da Joseph Pulitzer nel suo New York World, il quale le assegnò l’incarico di scrivere un’inchiesta sulle condizioni del sanatorio femminile Women’s Lunatic Asylum. Per meglio riuscire nel suo lavoro, la Bly decise di fingersi una paziente psichiatrica per poter accedere all’ospedale e scoprirne tutti i retroscena, quindi vivendo in prima persona, per dieci giorni, le terribili condizioni alle quale erano sottoposte le pazienti.

Al suo articolo, intitolato Ten Days in a Mad-House (Dieci giorni in manicomio) fu ispirato l’omonimo film del 2015, con Caroline Barry e Christopher Lambert, il quale ottenne anche dei discreti feedback.

L’anno successivo Pulitzer lanciò alla Bly la sfida di uno dei romanzi più famosi di Jules Verne, il giro del mondo in 80 giorni. La donna riuscì nell’impresa in ben 72 giorni, stabilendo un record assoluto per l’epoca. Ma la conquista maggiore riguarda il fatto che Nellie, per tutto il suo viaggio, non è stata mai accompagnata da un uomo e ciò l’ha resa un vero simbolo dell’emancipazione femminile.

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Poche settimane fa è stata inoltre pubblicata una biografia scritta da Nicola Attadio ed edita da Bompiani, intitolata Dove nasce il vento, vita di Nellie Bly – A free American Girl.

Insomma, queste sono le donne che ci hanno permesso di avere certe libertà attuali che prima non c’erano, ma no per questo ci si deve adagiare sugli allori conquistati da altri, bensì è necessario continuare a mettersi in gioco ed a rischiare per poterci finalmente affermare non solo come donne, ma come esseri umani al pari di tutti gli altri.

 

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