Conferenza stampa del film Succede: Francesca Mazzoleni porta al cinema il romanzo di formazione di Sofia Viscardi

di Beatrice Andreani

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Il 5 aprile uscirà nelle sale in 300 copie il film Succede tratto dall’omonimo romanzo di Sofia Viscardi, distribuito dalla Warner Bros e prodotto da Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori e Luca Elmi per Roman Citizen e Indigo Film.

Alla regia di questo racconto di formazione c’è Francesca Mazzoleni già autrice di cortometraggi come Il Premio, Lo so che mi senti e 1989.

Ed è stata proprio la Indigo Film, nello specifico Francesca Cima, a contattare la giovane regista: “Ci tenevamo che il film restituisse al pubblico ciò che era riportato nel libro. Doveva essere un esordio, alla regia doveva esserci una persona giovane che avesse passato da poco l’adolescenza e che comprendesse il progetto riuscendo a comunicare con i ragazzi. Francesca ci ha trascinati nel suo entusiasmo, era determinata sin dall’inizio a realizzare questo film occupandosi anche della stesura della sceneggiatura insieme a Paola Mammini e Pietro Seghetti.”

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Francesca Mazzoleni racconta così la sua esperienza in questa opera prima per il cinema: “E’ stato fondamentale per me mantenere una spontaneità senza filtri, mostrando la tridimensionalità che il cinema offre. Il film viene narrato dal punto di vista di questa giovane, Meg, ed ho capito subito che preservare questa lettura al femminile sarebbe stata la chiave per permettere allo spettatore di entrare in un’ottica di sguardo di fiducia rispetto alla storia. Un altro tassello importate è stato senza dubbio il preservare l’assetto in cui i personaggi si muovevano nel romanzo, il riuscire a ricreare un microcosmo attorno ai ragazzi senza utilizzare un realismo scarno ma usufruendo di un naturalismo quasi magico.”

Il legame narrativo a livello di contenuto tra il libro e la trasposizione cinematografica ha fatto sì che fiorisse la possibilità di lavorare dall’interno con i ragazzi e che venissero re-immessi nella narrazione elementi presenti nel reale. In particolare è Milano, luogo di ambientazione della pellicola, ad aver rappresentato una vera sfida, essendo una città in perenne trasformazione e avendo diverse caratteristiche che la rendono molto europea. In un setting simile Francesca Mazzoleni ha potuto inserire anche caratteristiche decisamente moderne come la presenza di numerosi grattaceli e di spazi urbani aperti che danno quasi la sensazione di essere sperduti in una giungla metropolitana. Il cast è quindi formato principalmente da ragazzi che non superano i 19 anni di età:  “E’ stata una scelta precisa l’aver voluto far interpretare degli adolescenti a dei veri adolescenti.”, continua la regista: “Si è trattata di una vera e propria sfida il ricercare nuovi talenti non conosciuti dal pubblico, quasi di iniziarli a questo mestiere (Brando Pacitto è l’unico tra i ragazzi ad aver già lavorato nel campo). Trovarli e vedere come si muovevano perfettamente nei panni dei personaggi ha confermato questa decisione. Ho voluto che facessero un laboratorio intensivo di preparazione precedentemente alle riprese, con un approfondito lavoro sul testo per aiutarli ad arrivare ai personaggi in modo stimolante”

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Sofia Viscardi ci tiene a specificare come l’elaborazione del film sia stata estremamente stimolante e positiva: “Per me questo è stato il primo approccio al mondo del cinema, Francesca è riuscita a non tradire il mondo del romanzo e la sua atmosfera. Seppur Meg non sia un personaggio autobiografico, ho voluto mostrare la realtà di questa generazione dall’interno ed è stato così anche per il film che segue fedele il fatto che siano proprio dei giovani a raccontarsi e che non vengano invece ‘raccontati’ da altri.”

Ed è Margherita Morchio a ricoprire i panni della protagonista Meg, una liceale insicura, timida e razionale: “Non si tratta di un film didattico che pretende di insegnare agli spettatori una qualche morale, si tratta piuttosto di un film che esplora i personaggi a tutto tondo e questo, seppur non mi riconosca pienamente in Meg, mi ha aiutato a conoscere meglio il carattere che andavo ad interpretare. Nonostante Meg viva diverse delusioni trova comunque il coraggio di ricostruirsi a partire da sé stessa.”

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