Contromano, un viaggio per il ritorno

di Fabrizio Spurio

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Si è svolta presso il cinema The Space Moderno a Roma, la presentazione del film Contromano di Antonio Albanese, regista ed attore principale, affiancato da Aude Legastelois e Alex Fondja.

La storia narra le vicende di Mario, interpretato da Albanese, cinquantenne che vive la sua esistenza di scapolo nella solitudine e nella sicura routine della sua vita, con le sue abitudini e certezze. La sua esistenza è sconvolta da Oba, un extracomunitario, che si mette a vendere calzini di fronte alla sua merceria. Pur di liberarsi della scomoda concorrenza Mario decide di riportare Oba e sua sorella Dalida in Senegal, loro paese di origine, accompagnandoli in un lungo viaggio in macchina. L’idea di base di Mario è che se ognuno riportasse a casa un immigrato si risolverebbe il problema dell’immigrazione. Il film è prodotto da Rai Cinema e 01 Distribution.

Il tema centrale della pellicola è il rapporto tra immigrato e italiano, della scoperta da parte di quest’ultimo dei motivi reali e dell’universo da cui un immigrato parte per poi poter vivere una vita regolare in un altro paese. C’è anche il suggerimento di una volontà dell’immigrato a voler tornare al suo paese di origine, ma questo desiderio trova impedimento nel fatto che chi migra all’estero lo fa maggiormente per aiutare la famiglia, spesso rimasta nel paese d’origine.

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Di fatto il film è un road movie, raccontandoci il viaggio in macchina che parte da Milano ed arriva fino in Senegal. Durante il tragitto Mario avrà modo di capire, e scoprire, a cosa può spingere la speranza di un ritorno a casa. Dalida e suo fratello Oba (all’inizio diffidente nei confronti di Mario, che di fatto lo ha rapito) avranno così modo di far conoscere a Mario una vita alternativa, di conoscenza che va oltre le regole giornaliere che scandiscono una vite che di per sé è già finita. Una vita ormai votata alla ripetizione di regole standardizzate per allontanare di fatto la paura del nuovo, una paura che nasce dal fatto di scoprire che, magari, non si è all’altezza delle cose, delle novità, e scoprire magari che non si è adatti a tali novità. Scoprirsi in definitiva inadeguati al confronto di una società moderna che invece guarda al cambiamento.

Il film è leggero, mai veramente drammatico, ma anche un po’ scontato, con un sottofondo di buonismo che a volte sembra stucchevole, proponendo alcuni concetti un po’ scontati, primo fra tutti quello della conoscenza dello straniero, prima di giudicarlo. Una cosa che però è da notare è che in questi film spesso è il popolo ospitante quello che deve capire lo straniero. Chi ospita deve conoscere i motivi di chi viene ospitato, per cercare di integrare. Magari un film originale a farsi tratterebbe il tema opposto, e cioè quello dello straniero che deve capire il popolo che lo ospita.

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Contromano è il titolo scelto da Albanese per questa sua pellicola, e sta ad indicare il viaggio all’inverso: invece di aiutarli a venire in Italia, li si aiuta a tornare a casa. Il finale, con Albanese totalmente immerso nel mondo di Dalida e Oba, risulta in realtà un po’ scontato, con un buonismo forse portato all’estremo. Comunque una pellicola piacevole che strappa anche qualche sorriso allo spettatore.

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