Horror: racconti in rosso

di Fabrizio Spurio

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Si è svolta giovedì 22 marzo, presso la Sala Vanvitelli della biblioteca Angelica in Roma, la presentazione del libro di racconti Horror, scritto da Dario Argento.

Il regista era presente, ed insieme a lui, in sala, si trovava un po’ tutti i rappresentanti del cinema dell’orrore italiano, dall’effettista Sergio Stivaletti, al fotografo di scena Franco Bellomo, al regista e amico Luigi Cozzi, lo sceneggiatore e scrittore Antonio Tentori, il collaboratore storico di Argento e produttore esecutivo Angelo Iacono, e anche la figlia del regista Fiore.

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Dario Argento ha lungamente parlato di questa sua ultima fatica. Ha raccontato come sia diverso il metodo di scrittura tra letteratura e sceneggiatura. Il raccontare attraverso una sceneggiatura è più un fatto di tecnica, dove chi scrive vede e descrive le storie che immagina, ma allo spettatore viene offerto uno spettacolo completo, nel quale lui deve subire quello che il regista\sceneggiatore ha creato per lui. Lo spettatore si immedesima nella storia sullo schermo e si lascia trasportare passivamente in un turbine di emozioni dal quale vuole farsi travolgere. Ma nella parola scritta, nel racconto, il lettore deve partecipare attivamente alla creazione della storia, essendo costretto ad immaginare quello che lo scrittore descrive.

Argento ha dichiarato che tutti i racconti sono ambientati in luoghi che lui ha visitato personalmente. Diventa quasi una sorta di diario di viaggio ma traslato in una dimensione di incubo.

Orrore, misteri e paura sono gli ingredienti dei racconti. Un libro quindi che apre al regista romano nuove opportunità e metodi ri narrazione delle sue macabre storie.

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Splendida la cornice dell’evento, voluta apposta da Argento, in quanto la biblioteca Angelica è uno dei luoghi reali in cui è ambientato uno dei racconti. Ma l’omaggio di Argento a questo luogo è doppio, perchè proprio in questi ambienti il regista ha girato alcune importanti sequenze del film Inferno, un film fortemente alchemico. E come dichiarato dallo stesso Argento, sono molti i testi misterici e alchemici conservati in questa biblioteca. Libri che lui stesso ha potuto consultare durante la stesura di alcune sue sceneggiature più prettamente horror, in riferimento alla sua famosa trilogia delle tre madri: Suspiria, Inferno e La Terza Madre.

Quindi vari racconti che coinvolgono persone comuni in situazioni misteriose. E tra questi anche i bambini, perchè per il regista la chiave di tutto è nell’infanzia. E’ da bambini che spesso succedono quei fatti, quegli incidenti che formano la mente di quello che poi, in età adulta, almeno nei suoi film, diventerà il folle, il serial killer che agisce sotto la forza di impulsi mentali deviati e distruttivi.

Affascinante è il primo racconto, ambientato alla galleria degli Uffizi di Firenze. Un racconto che in parte ci riporta al film La Sindrome di Stendhal, con protagonista l’altra figlia di Argento, Asia. Un film su l’arte, e sui turbamenti che le opere, come ha spiegato Argento durante la conferenza, che con il loro potere perturbante riesco a penetrare all’interno dell’animo di chi li osserva, a parlare a quest’animo, portando alla luce emozioni sopite ma potentissime, quando sono lasciate libere di essere espresse.

Un libro quindi sulla paura, sull’arte e sui luoghi vissuti dal regista sia dentro che fuori la sua carriera, e che formano un ulteriore tassello di un universo del terrore che sembra ancora in espansione. Un universo che offre ancora molto da esplorare.

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