Io c’è: quando la salvezza sta nel credere in qualcosa

di Cristina Cuccuru

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Avete avuto il monopolio per 2000 anni, adesso tocca a noi”.

Eh si, la religione cattolica ha sicuramente la quota maggiore quando si parla di religioni e fede, ciò nonostante la continua nascita di nuove e diverse scuole di pensiero e quindi di nuove “chiese” che professano insegnamenti per poter accedere ad una vita migliore, così come Scientology o quelle “ripescate” e riportate in auge come la Kabbalah. Tutte però hanno un comune denominatore: in ogni religione c’è sempre un vertice a cui fare riferimento ed al quale rivolgersi, che sia Dio o Allah o altri.

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Massimo Alberti è il proprietario di “Miracolo Italiano” un vecchio e fatiscente bed & breakfast un tempo lussuoso, entrambi distrutti dalle tasse dovute alla crisi economica. Nel tentativo di far riemergere la sua attività, Massimo indaga su di un convento gestito da suore, che ospita le persone in cambio di semplici donazioni, sulle quali non pagano tasse. Da qui l’idea geniale: trasformare il B&B in un luogo di culto e farsi pagare con le donazioni. L’unico problema è che per poterlo fare, deve appoggiarsi ad una religione e ciò porta Massimo ad inventarsela di sana pianta: così nasce lo “Ionismo”, la prima religione in cui la massima figura in cui avere fede non è Dio, bensì l’Io.

L’esilarante commedia diretta da Alessandro Aronadio e co-scritta (ed interpretata) da Edoardo Leo sfrutta il tema della crisi per affrontare un tema spinoso come quello della religione e soprattutto come le persone ci si approcciano diventando dei fedeli, in barba alle eventuali critiche da parte della Chiesa Cattolica.

La riflessione riguarda il bisogno impellente dell’uomo di credere in qualcosa a cui rivolgere le proprie speranze per la salvezza dai problemi della propria vita, in cambio della totale devozione: seguire delle regole ben precise, o comandamenti, nell’attesa che la propria situazione migliori. Alla base dello Ionismo c’è un concetto invece è un po’ differente, in quanto al centro di tutto ci stiamo noi, pertanto l’unica entità che ci può salvare, siamo proprio noi stessi.

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Ciò che sulla carta potrebbe sembrare un disastro annunciato, mostra in realtà in maniera equilibrata e leggera il mondo della fede, così ancora misterioso e contorto, grazie al sostegno di un trio di protagonisti, formato per l’appunto da Edoardo Leo insieme a Margherita Buy e Giuseppe Battiston, che hanno saputo perfettamente rappresentare le diverse sfumature e l’evoluzione dei loro personaggi, mostrando anche i diversi lati dell’animo umano, alcuni buoni e altri meno, che la religione spesso riesce a far emergere negli individui.

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