Una festa esagerata, molto napoletana

di Fabrizio Spurio

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Una festa esagerata, per la regia di Vincenzo Salemme, si propone come una commedia veloce e divertente. Il ritmo delle battute è serrato e azzeccato, ma dal lato puramente narrativo ci troviamo di fronte ad una storia semplice. Salemme, piccolo imprenditore napoletano, è spinto dalla moglie Teresa (Tosca D’Aquino) a organizzare la festa di compleanno dei 18 anni della figlia (Mirea Flavia Stellato).

Teresa, arrampicatrice sociale, interessata sopratutto alla forma che al contenuto, farà di tutto per poter rendere la festa un evento memorabile, non badando a spese. Il caso vuole però che l’inquilino novantenne del piano di sotto muoia proprio in quel giorno. Naturalmente è inopportuno festeggiare un compleanno tanto celebrato lo stesso giorno del decesso, per rispetto del lutto. Si avvia in questo modo una serie di eventi, di colpi di scena e di equivoci che mostrano come sia il solo Salemme l’unico realmente attaccato alla tradizione e al buonsenso. Sembra che solamente lui abbia degli scrupoli morali sulla questione, in quanto la moglie pretende che lui si rivolga alla figlia del defunto (Iaia Forte) per convincerla a spostare sulla carta la data della morte. C’è solamente un problema: la vicina è follemente innamorata (non ricambiata) di Salemme, sarà quindi motivo di ricatto l’accettazione della condizione richiesta dalla moglie dell’uomo…

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Il film è godibile, ma si basa su concetti e idee un po’ già viste. La società descritta da Salemme è un coacervo di luoghi comuni, anche se proposti con intelligenza comica. Non c’è molto di nuovo, e i personaggi sono spesso ricondotti a macchiette un po’ stereotipate della commedia napoletana. Il film prende le mosse da una commedia teatrale scritta da Salemme stesso, portata con successo in teatro. Per l’occasione si avvale di Enrico Vanzina per la trasposizione cinematografica, per un’opera il cui taglio da palcoscenico avrebbe perso se trasportata direttamente in pellicola. L’intervento di Vanzina è stato determinante per poter rendere il film dinamico, veloce e fruibile. In definitiva una commedia che fa piacere vedere, ma dalla quale si poteva avere un qualche cosa in più, e sicuramente sarebbe stato un tassello di valore nel panorama della tradizione della commedia napoletana.

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