Stefania Sandrelli: il volto del cinema italiano

di Nicolò Palmieri

stefania sandrelli-out out magazine-1.jpg

Stefania Sandrelli riceverà il David Speciale nel corso della 62ª edizione dei Premi David di Donatello, previsti per la sera di mercoledì 21 marzo. Il riconoscimento sarà l’ennesimo omaggio a una delle più grandi attrici del cinema italiano, vera icona femminile presente sul grande schermo a partire dagli anni ’60.

L’attrice toscana ha dichiarato: Sarà come festeggiare le nozze d’oro. Il cinema fa talmente parte della mia vita che questo David sarà per me come un principe azzurro che mi bacerà la mano”.

E dire che di principi azzurri ne ha avuti, sia sui set che fuori. Raccontandosi a Vanity Fair, ha infatti condiviso le sue numerose avventure che la tenevano occupata quando non c’era da girare un film: i primi amori con Gino Paoli, una nottata intera passata con Ungaretti, la relazione tormentata con Mario Ceroli, le serate jazz con Yves Montand.

stefania sandrelli-out out magazine-2.jpgMa prima del divertimento, c’era sempre il lavoro. Un lavoro che la Sandrelli ha cominciato a imparare sin da giovanissima, all’età di quindici anni, prendendo parte al film di Mario Sequi Gioventù di notte (1961).

Da lì, un’ascesa inarrestabile verso l’olimpo del cinema italiano, all’interno del quale ha rappresentato la modernità e la sensualità con una leggerezza degna dei colleghi con cui ha avuto il merito di recitare, da Marcello Mastroianni a Ugo Tognazzi, passando per Nino Manfredi e Vittorio Gassman, fino ad arrivare a Robert De Niro e Burt Lancaster.

stefania sandrelli-out out magazine-3.jpgBasterebbero una manciata di titoli per sintetizzare una carriera incredibile: Divorzio all’italiana e Sedotta e abbandonata, entrambi di Pietro Germi; Io la conoscevo bene, il capolavoro di Antonio Pietrangeli; Il conformista e Novecento, di Bernardo Bertolucci.

Ma la filmografia dell’attrice non si arresta qua, e gran parte del cinema italiano e non solo parlerà per sempre attraverso i suoi occhi dolci e il suo sorriso spensierato, grazie alle collaborazioni con maestri del calibro di Ettore Scola (C’eravamo tanto amati e La terrazza), Luciano Salce (Il federale), Mario Monicelli (Brancaleone alle crociate e Speriamo che sia femmina) e così via, fino alla maturità prestata ai più recenti Paolo Virzì (La prima cosa bella) e Gabriele Muccino (non solo L’ultimo bacio ma anche A casa tutti bene).

Più di 140 film, tra cinema e televisione. Ma, ahinoi, non c’è solo l’Italia nel cuore dell’attrice. A contendercela c’è stato anche il glorioso cinema francese, al quale la Sandrelli ha regalato  interpretazioni memorabili al servizio di mostri sacri quali Jean-Pierre Melville (Lo sciacallo), Claude Chabrol (Profezia di un delitto) e molti altri.

Ed è anche per questo legame speciale con la Francia che la Cinematheque française di Parigi le dedicherà una retrospettiva intitolata “Hommage à Stefania Sandrelli”, accompagnata dalle proiezioni dei suoi film più celebri e da una mostra fotografica. I cinefili d’oltralpe sono avvisati.

A noi non resta che attenderla sul palco dei David, per vederla sfoggiare il suo famoso sorriso e omaggiarla ancora una volta come la più grande attrice italiana vivente.

 

Rispondi