Ad Reinhardt vignettista e fumettista a Modena

di Elena Caterina

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La mostra è dedicata al celebre artista americano Ad Reinhardt noto principalmente come pittore astratto ma di cui in questa occasione è presentata per la prima volta una produzione non troppo conosciuta composta da fumetti a sfondo politico e vignette satiriche.

È stata inaugurata venerdì 9 marzo 2018 presso la Galleria Civica di Modena Ad Reinhardt. Arte + Satira, la prima mostra organizzata dalla Fondazione Modena Arti Visive, diretta da Diana Baldon.

La mostra è dedicata al celebre artista americano Ad Reinhardt (New York, 1913-1967) noto principalmente come pittore astratto – soprattutto per i suoi black paintings, tele minimaliste nere realizzate negli anni Sessanta – ma di cui in questa occasione è presentata per la prima volta una produzione non troppo conosciuta: sono raccolte, infatti, più di 250 opere tra fumetti a sfondo politico e vignette satiriche selezionate dagli archivi dell’Estate of Ad Reinhardt di New York. I lavori su carta sono accompagnati da una proiezione di diapositive scattate dall’artista in 35mm e ora digitalizzate, oltre che da un considerevole numero di diari di viaggio, schizzi e pamphlet.

Ad Reinhardt_OutOutMagazine3L’interesse verso la pittura e il fumetto sono nati in un Reinhardt ancora bambino la cui creatività ha trovato ospitalità in numerose pubblicazioni scolastiche e durante i lavori estivi dalle scuole superiori al college. Nel corso degli anni Trenta e Quaranta, durante e dopo i quattro anni passati a lavorare come pittore astratto per la Easel Division del Federal Art Project degli Stati Uniti, Reinhardt creò più di 3.000 vignette satiriche e illustrazioni per copertine che apparvero su numerose pubblicazioni americane, tra cui i periodici New MassesThe Student Advocate e The Fight Against War and Fascism, le riviste tra cui GlamourListen e Ice Cream Field, annuari di baseball e The Races of Mankind, pamphlet anti-razzista che vendette più di un milione di copie. Reinhardt lavorò anche nello staff artistico della redazione del quotidiano PM a partire dal 1943, realizzando vignette-collage che uniscono elementi disegnati a mano a ritagli da libri di seconda mano, una tecnica mai apparsa prima sui quotidiani.

Ad Reinhardt_OutOutMagazine2.jpgNel 1952 Reinhardt cominciò a compiere numerosi viaggi in Europa, Medio Oriente, Giappone e Asia Sudorientale dove scattò più di 12.000 fotografie a colori che furono presentate in occasione dei suoi “Non-Happenings”. Queste conferenze visive, presentazioni di diapositive simili a maratone, riordinavano geografie e periodi storici in sequenze imprevedibili, caratterizzate da accostamenti inaspettati: ad esempio le natiche delle statue si contrappongono alle geometrie di un idrante urbano.

Reinhardt studiò e insegnò Storia dell’Arte per gran parte della sua vita, tanto che nel 1958 dichiarò: “Non credo nell’originalità. Io credo nella Storia dell’Arte”. E infatti nel 1946 pubblicò sull’edizione domenicale di PM una serie di vignette sull’arte intitolata How to Look per difendere e promuovere lo sviluppo e la comprensione dell’arte astratta in America, in cui ironizzava sul ruolo dell’intrattenitore pronto a spiegare tutto e che si rivolge ai lettori ma anche ai colleghi artisti. Dopo aver ottenuto una cattedra al Brooklyn College nel 1947, Reinhardt continuò a pubblicare occasionalmente delle vignette satiriche sul mondo dell’arte contemporanea nei periodici ARTnews  e Art d’aujourd’hui.

La mostra sarà visibile fino al 20 maggio 2018.

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