Suspiria e dintorni. Incontro con Luciano Tovoli

di Fabrizio Spurio

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Mercoledì 14 marzo si è svolto alla Casa del Cinema in largo M. Mastroianni 1, a Villa Borghese in Roma, l’incontro per la presentazione del libro\intervista a Luciano Tovoli, storico direttore della fotografia di tanto cinema italiano, che vanta collaborazioni con registi come Marco Ferreri, Luigi Comencini e Michelangelo Antonioni.

Il libro è dedicato interamente alla realizzazione del film Suspiria, di Dario Argento, con il quale Tovoli ha collaborato anche in altre pellicole: Tenebre, Dracula 3D. L’incontro è stato moderato da Silvia Tarquini, editrice del libro, ed erano presenti i due autori Piercesare Stagni e Valentina Valente.

Presente in sala, nel pubblico, anche l’attrice Stefania Casini, che nel film di Argento interpretava il ruolo di Sara. Durante l’incontro sono state proiettate delle sequenze del film, poi commentate da Tovoli. L’incontro è stato illuminante per i molti racconti riferiti da Tovoli, ad esempio il suo “arruolamento” quasi coatto nel film: “Un giorno mi squilla il telefono, io rispondo e sento dirmi, signor Tovoli? Sono Dario Argento, vorrei fare un film con lei, venga domani mattina alle 11 nel mio ufficio alla SEDA spettacoli”! Tutto qui, la telefonata si chiuse bruscamente così come si era aperta. Tovoli ha parlato poi dei metodi utilizzati per creare i potenti colori della pellicola. Utilizzando le luci ad arco, potentissime, schermate da teli di velluto colorati, rossi, blu, verdi o gialli. In questo modo è riuscito a creare quei colori saturi, contrasti violenti sui volti e le figure, in un contesto di colore che sembra quasi dipinto sui corpi, più che proiettato.

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L’incontro è proseguito anche facendo una sorta di punto della situazione del cinema italiano contemporaneo. Un cinema miope alla scoperta di nuovi talenti, ancorato a metodi produttivi ormai superati, interessato solamente alla fruizione del mezzo televisivo,  a scapito delle sale. Il discorso è  che non esiste quasi più il culto ed il gusto di fruire una pellicola nel suo vero luogo d’elezione che è la sala cinematografica, ma si consuma in pochissimo tempo per poi approdare su altre piattaforme che vanno dal web ai supporti bluray, quando comunque si parla di un film italiano che è stato, anche brevemente, distribuito in sala. Ma come ribadisce lo stesso Tovoli, per due film che giungono in sala, almeno un centinaio muoiono schiacciati dalla miopia della distribuzione.

Il libro è un oggetto particolare, in quanto si sviluppa orizzontalmente, così da permettere di stampare sulla pagina le immagini del film, tratti dai fotogrammi in formato originale, e quindi in panoramico.

Le foto sono riprodotte con una nitidezza elevata, molto belle nei dettagli e nei colori, si possono quindi godere pienamente i cromatismi che hanno fatto il successo della pellicola su scala mondiale.  Non solo un making del film, ma anche una sorta di autobiografia sotto forma di intervista di questo Maestro del colore su pellicola.

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