Quel che accade nel sonno: Slumber, il Demone

di Francesco Lagonigro

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Il film si apre con due bambini nella loro stanza. Dormono. Il fratello, il piccolo Liam, si sveglia, e si alza dal letto, seguito dalla sorellina Alice. Arrivato nel corridoio vede una strana figura nera, quasi un’ombra, alle spalle della sorella.

Preso dal panico Liam precipita dalla finestra. Divenuta adulta Alice (interpretata da Maggie Q, qui con un nome citazionista del paese delle meraviglie, ma in questo caso si tratta più di un paese di incubi…), è dottoressa presso un centro studio di disturbi del sonno, perseguitata ancora dal ricordo della morte del fratello. La situazione precipita nel momento in cui viene contattata da una famiglia, il cui figliolo Daniel, sembra avere forti disturbi del sonno, con conseguente paralisi. Il vero problema è che durante le paralisi di Daniel tutti i membri della famiglia, padre, madre e Amily, sorellina del bambino, sembrano subire una sorta di crisi di sonnambulismo con azioni violente.

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Il tema centrale del film ruota intorno al tema delle allucinazioni ipnagogiche legate alla paralisi del sonno: in pratica, chi soffre di questo disturbo, durante il sonno si sveglia, rimane paralizzato, impossibilitato a muovere un qualunque muscolo del corpo, ed essendo questo disturbo esteso anche a vista, tatto e udito, crea anche allucinazioni terrificanti di potente vividezza. Una situazione stressante per chi è soggetto a questo disturbo del sonno. Un disturbo che nel tempo ha creato l’idea di esseri oscuri che si poggiano sul petto del dormiente per paralizzarlo nel letto. La sigla del film in effetti presenta tutta una serie di immagini iconografiche di tale rappresentazione di questi demoni, compreso il famoso quadro dell’ “Incubo” di Fussli seduto sul petto della ragazza. Nella trama del film  sarebbe proprio un demone la causa di tutti i disturbi che colpiscono la famiglia del piccolo Daniel. Ma la pellicola si esaurisce a questo preambolo.

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A parte qualche sequenza discretamente suggestiva durante le crisi notturne della famiglia perseguitata, il film non coinvolge, e proprio durante quelle sequenze, che dovrebbero essere l’apice di momenti di terrore, il tutto si scioglie nel nulla, la tensione svanisce e dopo un’ora e venti di film lo spettatore si trova davanti ad una pellicola che in realtà è solo una pallida copia di altri prodotti: troviamo nella trama echi di Nightmare, alcune idee prese da Poltergeist (la donna che perde i denti davanti allo specchio, ma è solo un’allucinazione) e molto dalla corrente di film nata sulla scia di The Conjuring, ma dal quale prende solo alcune atmosfere senza creare una vera identità di autore. Altro aspetto negativo della pellicola è che non mostra mai il vero aspetto del demone, lasciando lo spettatore con l’amaro in bocca e la normale curiosità (insoddisfatta) di voler sapere almeno l’aspetto dell’oscura minaccia, che in definitiva tale rimane… In finale un film inutile che non lascia nulla allo spettatore, se non un lieve stato di torpore…

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