Contro la divina supremazia maschile

di Chiara Maciocci

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Contro l’ordine divino è l’ultimo lavoro della regista italo-elvetica Petra Biondina Volpe, il cui film di debutto Traumland (uscito nella primavera del 2014) aveva guadagnato ben quattro nomination agli Swiss Film Awards. La sua ultima fatica invece si è rivelata vincitrice del prestigioso Nora Ephron Prize al Tribeca Film Festival, ricevendo inoltre sette nomination e tre statuette all’ultima edizione dei premi Quartz, gli Oscar svizzeri.

Die göttliche Ordnung racconta la storia di Nora (Marie Leuenberger), una casalinga di un piccolo borgo svizzero che, sposata e con due figli e ignara dei movimenti sociali del 1968 che imperversano in tutta Europa e nella stessa Svizzera, vive la sua vita nella tranquillità e inconsapevolezza più totali. Questo fino a quando non rimarrà coinvolta nella battaglia per il suffragio femminile in Svizzera, ribellandosi a quell’ordine divino che prevedeva ancora, nella democratica Svizzera degli anni Settanta, che solo gli uomini potessero prendere decisioni e votare su argomenti di interesse generale.

Petra Volpi in un’intervista ha spiegato l’origine del titolo del suo film, riconducendolo alla “propaganda antifemminista dell’epoca che affermava che ammettere le donne alla politica è andare contro l’ordine divino, un’argomentazione molto forte, poiché significa non solo mettersi contro l’uomo ma anche contro Dio”, aggiungendo che in un paese conservatore come la Svizzera “c’era addirittura anche un movimento femminile molto forte contro il diritto di voto, che faceva uso di argomentazioni apocalittiche che giungevano a prevedere la sparizione della Svizzera nel caso le donne avessero ottenuto il diritto di voto”.

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La battaglia di Nora e delle sue compagne passerà dunque attraverso ostinate resistenze e vecchi pregiudizi provenienti da entrambi i sessi, e richiederà alle sue protagoniste la più grande forza di volontà in vista di quel 7 febbraio 1971 in cui sarà decisa in ultimo la loro sorte. Tra colpi di scena e passaggi pieni di emozione, il viaggio di queste donne dovrà fare i conti non solo con il diritto generale all’uguaglianza tra uomini e donne, ma anche e soprattutto con il diritto individuale della singola moglie, compagna, o madre a farsi sentire all’interno dell’istituzione più elementare ed embrionale dell’intera società: la famiglia. Nora riconosce infatti che gli obiettivi di tutte le donne vanno conquistati innanzitutto nella privatezza delle loro situazioni familiari, ed è per questo che la storia si concentrerà sopratutto sulla sua relazione con il marito e sul tentativo della donna di guadagnarne il rispetto in quanto  persona con proprie opinioni e bisogni specifici da rispettare; e tra questi bisogni, non stupisce che la macchina da presa si soffermi con delicatezza su quello dell’intimità coniugale, la quale verrà non solo usata dalle combattenti come arma (nella veste di un’astinenza protratta) per ottenere l’astensione al voto dagli uomini, ma sarà anche riscoperta come luogo fondamentale di incontro, comprensione e, in fin dei conti, anche soddisfazione.

Con la fotografia di Judith Kaufmann, le scenografie di Su Erdt, i costumi di Linda Harper e le musiche di Annette Focks, Contro l’ordine divino è una commedia sulla paura del cambiamento e sulla lotta per l’uguaglianza, e anche uno sguardo sul compenetrarsi delle due dimensioni del pubblico e del privato. La regista Petra Volpe era alle prese con la preparazione di Traumland e con la stesura della sceneggiatura di Heidi quando ha cominciato a pensare a Contro l’ordine divino, e a come la Svizzera si sia adeguata relativamente tardi alle altre nazioni occidentali nel concedere il diritto di voto alle donne solamente nel febbraio 1971. Ha affermato la regista: “Realizzare un film sul diritto di voto delle donne svizzere significa prima di tutto confrontarsi con un argomento molto vasto. Ho studiato a lungo quanto è avvenuto negli anni Settanta, ho ascoltato tutte le voci possibili sull’argomento e ho preso in considerazione un’ampia gamma di prospettive diverse. Pezzo dopo pezzo, ho cominciato a mettere insieme la storia ispirandomi alle donne che ho incontrato. Ho voluto catturare lo spirito e le atmosfere del periodo e non semplicemente i fatti storici, nudi e crudi. Volevo raccontare con il mio film una storia che descrivesse come allora le donne non fossero ancora libere e fossero trattate come possedimenti e quanto fosse grande l’opposizione al loro diritto di voto. La protagonista Nora rappresenta tutte quelle donne che, spinte dalla voglia di indipendenza e di giustizia, hanno lottato anche per coloro a cui stava bene la situazione che le voleva sottomesse alla volontà maschile: non è un caso che la sua più grande avversaria sia proprio una donna”.

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Contro l’ordine divino è quindi un film imprescindibile nel panorama contemporaneo mondiale, in cui le battaglie dei movimenti per le pari opportunità tra uomini e donne sono tornate prepotentemente a farsi sentire e a dispiegare le loro forze inesauribili. Una diversa prospettiva sul nostro presente, che si ponga nel passato e che dal passato illumini una situazione che viene a rivelarsi non poi troppo distante dalla nostra attualità, può portarci a ripensare quelle che consideriamo ormai come realtà ovvie e scontate e a valorizzarle nuovamente per quel che realmente sono, e cioè sudate conquiste di battaglie lunghe e vitali, i cui frutti meritano di essere coltivati oggi nella più consapevole giustizia ed eguaglianza.

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