Lady Sandra e il salto di fede: Ricomincio da noi

di Laura Pozzi

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E’ stato il film d’apertura del 35° Torino Film Festival e dall’8 marzo è pronto a sbarcare nelle sale Ricomincio da noi (titolo originale Finding your feet, letteralmente ritrovare se stessi) commedia agrodolce in perfetto british style, diretta da Richard Loncraine e interpretata dal trio d’eccezione Ismelda Staunton, Timothy Spall e Celia Imrie.

La storia s’inserisce in quel filone di successo che potremmo definire della “terza età”, dove personaggi non più giovanissimi scoprono grazie all’imprevedibilità degli eventi di avere una seconda e inaspettata chance nella vita. E’ quello che accade a lady Sandra Abbott rispettabilissima e sottilmente snob signora della middle class inglese, che dopo aver trascorso gran parte della sua esistenza all’interno di una gabbia dorata aspetta il pensionamento del facoltoso marito per vivere (secondo lei) i migliori anni della sua vita. Peccato che durante il fastoso ricevimento atto a consegnarle le chiavi d’accesso per la definitiva felicità coniugale scopre che il caro consorte la tradisce da ben cinque anni con la sua migliore amica.

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Dopo lo shock iniziale l’incredula Sandra decide di abbandonare il tetto coniugale per trovare rifugio da Bif, la stravagante e libertina sorella con cui non parla da dieci anni. La convivenza tra le due non potrebbe rivelarsi più contorta, vista l’antitesi che caratterizza i loro stili di vita. Bif è una bohémien, un cane sciolto che sa prendere il meglio da ciò che la circonda, mentre Sandra è ancorata ad un concetto di vita borghese privo di slanci ed entusiasmi, continuamente sottoposto al giudizio altrui. L’improvviso smarrimento dovuto alla nuova condizione, comincerà a perdere forza quando Sandra incoraggiata da Bif riscoprirà il suo antico talento e amore per il ballo e stringerà un esclusivo legame con Charlie, uomo apparentemente cinico e beffardo, ma in realtà profondamente segnato dalla vita.

Il merito principale del film che sotto il profilo puramente narrativo non racconta nulla di nuovo è la perfetta alternanza tra commedia e dramma. Loncraine è abile nel rendere credibile e appassionante una storia non particolarmente brillante e a tratti scontata, affidandosi ad sceneggiatura vivace e mai banale, che rispetta i suoi protagonisti prendendoli per mano con fine sensibilità e partecipazione nei variegati momenti della storia. Il regista crede e ama i suoi personaggi ecco perché risulta quasi automatico entrare in sintonia con le loro vite strampalate che trovano massima espressione e coinvolgimento nella danza, una disciplina che consente di dar libero sfogo ai lati più oscuri e segreti.

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Il ballo rappresenta parte integrante della storia e non semplicemente un’attività di contorno ed è proprio grazie alle lezioni e agli spettacoli organizzati dal gruppo che Sandra riesce ad affrontare e superare i propri limiti compiendo quel salto di fede caldeggiato più volte da Charlie. Il gruppo di danza funge da vero e proprio elemento lenitivo dei problemi per tutti i personaggi con cui il pubblico entra in contatto e non è un caso che i momenti migliori del film sono quelli in cui vengono messi in scena gli spettacoli che oltre ad offrire una singolare coreografia, regalano autentici istanti di leggerezza. Un film non certo memorabile, ma diretto con garbo e sensibilità capace di commuovere senza patetismi e di far riflettere senza rinunciare ai tipici toni da commedia inglese.

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