Benvenuti a casa mia, ma non fate come se fosse casa vostra

di Cristina Cuccuru

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In un clima come quello attuale, non solo in Italia ma in tutta l’Europa e anche oltreoceano, non si può non parlare del fenomeno dell’immigrazione. La questione non riguarda solo l’afflusso delle persone in arrivo ma anche lo scontro di culture molto differenti tra loro, con usi e costumi che spesso e volentieri si scontrano tra di loro.

La diversità è tema che sta molto a cuore al regista Philippe De Chauveron, che dopo Non sposate le mie figlie! (titolo originale Qu’est-ce qu’on a fait au Bon Dieu?) e Débarquement immédiat!, consacra il suo impegno a riguardo con Benvenuti a casa mia (À bras ouverts), uscito in Francia nell’aprile del 2017, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali che ha visto vincitore Emmanuel Macron, politico a favore dell’integrazione europea.

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In questo caso, l’argomento scottante riguarda la presenza nel Paese delle comunità Rom, a favore della quale lo scrittore e attivista di sinistra Jean-Etienne Fougerole si batte attraverso i suoi libri e promuovendo l’accoglienza da parte dei francesi verso questo popolo. L’idea è buona, ma come al solito metterla in pratica è difficile, soprattutto quando Fougerole si ritrova alle porte della sua sfarzosa villa, una famiglia di Rom in difficoltà che chiede di essere accolta. Per salvare la faccia l’uomo accetta e ben presto si troverà a dover gestire la convivenza dei loro due differenti stili di vita, nonché un finto rom che cercherà in tutti i modi di insinuarsi nella sua relazione con la moglie Daphné.

In quanto commedia, difficilmente si avrà un finale avverso per i protagonisti ed il messaggio non può che essere positivo. Nonostante le difficoltà iniziali, le differenze vengono infatti messe da parte a favore dei punti in comune e come al solito è compito dei più giovani far aprire gli occhi ai più grandi sugli aspetti migliori della vita, della convivenza e della tolleranza, nonché della comunicazione aperta e onesta. Non si potrà mai andare avanti se prima non si mettono in discussione le nostre credenze e i nostri valori.

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Riflessione si, ma anche tante risate grazie alla sceneggiatura di Guy Laurent e Marc De Chauveron, che alterna perfettamente i tempi comici a quelli più seri. Il cast non è da meno, capitanato dal perfetto incastro tra Christian Clavier e Ary Abittan, quest’ultimo alla terza collaborazione con il regista. Anche il doppiaggio italiano risulta adeguato, con una nota di merito verso Giancarlo Magalli, nel ruolo di Fougerole, presente in sala all’anteprima per la stampa.

Nelle nostre sale l’uscita è prevista per l’8 marzo 2018, qualche giorno dopo le nostre elezioni presidenziali, che hanno proprio il tema dell’integrazione come focus centrale dei dibattiti. A prescindere da come andrà a finire, il consiglio di andare a vedere questo film è quasi d’obbligo, sia per chi non è a favore sia per chi pensa di esserlo, provando un po’ a riflettere e a mettersi nei panni dell’altro.

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