Boll attacca Anderson: plagio o semplice ricerca di attenzione?

di Cristina Peretti

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Il melodrammatico regista tedesco Uwe Boll, fondatore della casa cinematografica Boll KG e produttore di molti film, ormai sommersi da un mare di critiche negative, quali Darfur, Heart of America e Alone in the Dark, non riesce a tenere a freno il suo carattere rissoso.

Dopo essersi accanito con Michal Bay definendolo “un ritardato” e sfidandolo in un incontro di boxe, ora sulla sua pagina Twitter lancia una provocazione a un altro noto regista americano, Paul Thomas Anderson, scrivendo: “Non ci avrei mai creduto, ma Paul Thomas Anderson mi sta inviando un ‘Vai quel paese’ dopo che ho criticato il poster de Il filo nascosto in Uwe Boll: RAW… guardate questo poster. Non è una coincidenza”. Secondo l’opinione del regista tedesco, Anderson se la sarebbe presa a seguito delle critiche negative che Boll in persona ha rilasciato nel suo blog “Uwe Boll: RAW” riguardo l’ultimo film dello statunitense: Il Filo nascosto (candidato a ben sei Premi oscar),  che viene definito “una noiosa cagata”.

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Ma la copertina del film, che Boll ritiene essere un plagio di quella del suo Bloodrayne, uscito nel 2005, è stata realizzata mesi prima dell’uscita del film, quindi non può trattarsi di una vendetta alle sue critiche da parte di Anderson. Inoltre il corredo grafico di un film viene scelto dall’ufficio marketing  e questo il nostro tedesco lo sa bene. La provocazione del regista sembra essere per lo più un’imbarazzante richiesta di attenzioni, che suscita un po’ di tenerezza, se ricordate che nel 2008 erano state raccolte un milione di firme per una petizione on-line diffusa per farlo smettere di produrre!

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