Red Sparrow: il nuovo film di spionaggio con Jennifer Lawrence

di Valerio Serafini

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Red Sparrow è il nuovo film di spionaggio dello statunitense Francis Lawrence, ispirato al romanzo scritto da Justin Haythe Nome in codice: Diva. La protagonista della pellicola è la stessa Jennifer Lawrence che il regista aveva avuto nel ruolo di protagonista in Hunger Games: La ragazza di fuoco nel 2013 e in Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte 1 e 2, rispettivamente nel 2014 e 2015.

Il film che uscirà nelle sale italiane il primo marzo del 2018 distribuito da 20th Century Fox è ambientato in Russia, ma proseguirà spostandosi a seconda delle tratte che impone il mestiere della spia ai protagonisti. Dominika Egorova, interpretata da Jennifer Lawrence, viene costretta tramite un raggiro dallo zio Vanya (Matthias Schoenaerts) alla permanenza in una scuola per agenti speciali (i famosi “Sparrow” da cui prende il nome la pellicola) scelti per la loro bellezza, fisicità e capacità nel sedurre, i quali praticamente vengono considerati dalle altre spie delle prostitute e dei prostituti al servizio del governo russo. Nello svolgere una particolare missione richiestale dallo zio, la ex-ballerina Dominika incontrerà in una piscina di Vienna Nathaniel Nash (Joel Edgerton), un ufficiale della CIA le cui operazioni prevedono lo scambio di informazioni con una talpa infiltrata nei vertici del governo russo.

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Dal primo incontro le due spie scoprono le carte e decidono di giocare (forse nelle intenzioni del regista era così) e non giocare (come certamente non gioca con la pellicola e non si diverte lo spettatore durante la visione del film) a viso scoperto. Infatti Dominika rivela la sua identità e le sue intenzioni dopo poche e indecise, per quanto stoica resti l’espressione del bellissimo volto della Lawrence, uscite da spia con il fin troppo partecipe emotivamente quanto distaccato funzionalmente da ciò che gli capita attorno Nash. L’intento della Egorova è da sempre esplicitamente quello di liberarsi dalle perfide trame dello zio e di potersi prendere cura della madre malata, e pare alquanto indifferente alle sorti dei paesi in gioco, previa presa di coscienza finale delle possibilità di libertà che offre l’America e per le quali vale la pena di escogitare un qualche piano redentore della situazione piatta dell’intero film. Insomma, non c’è trucco né inganno in questo ultimo film di Francis Lawrence, che ci lascia annoiati in balia della presenza rumorosa dell’assenza di una vera situazione da film thriller per tutta la durata della pellicola.

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