Gli Incredibili 2, a settembre Disney Pixar ci regalerà il ritorno della famiglia Parr, ed è par condicio

di Roberta Maciocci

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2004: C’era una volta una bella famigliola, i Parr, composta da papà Bob, mamma Helen e tre figli: Violetta, Dashiell (che hanno rispettivamente 13 e dieci anni) e il piccolo Jack Jack, ancora un infante. Una famigliola felice ed unita: il padre è l’emblema del classico ragazzone americano muscoloso, munito di zazzera, la mamma dolce e delicata ma energica. Helen è pettinata come le protagoniste dei telefilm anni ’60, i ragazzi sono adorabili (ovviamente stiamo parlando di immagini animate).

Dietro il quadretto della vita familiare, Bob lavora come assicuratore, Helen si occupa dei figli, c’è un passato recente molto diverso dalla vita attuale dei singoli componenti del nucleo Parr. I quattro più grandi membri della famiglia – per non contarci il piccoletto – nonostante la ancora giovane età sono in realtà ex supereroi “messi a riposo”. Perché questo? Si sa che ogni intervento di persone con superpoteri, anche se risolutivo per le sorti dell’umanità, magari contro un cattivone che tenga in ostaggio un’intera città porta sempre distruzioni, caos e scompiglio. Ne abbiamo viste a bizzeffe di auto rovesciate, palazzi distrutti, incidenti, insomma “effetti collaterali” quando si scontrano sul campo personaggi con superpoteri. Ed evidentemente, come narra la storia di fantasia, in quel momento storico non c’era bisogno più di tanto di chi creasse scompiglio, seppure per risolvere un problema. O forse c’era scarsità di situazioni a rischio. Insomma, i nostri protagonisti li conosciamo nel 2004 come dei “baby-pensionati”, ad esclusion fatta di Bob.

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I loro superpoteri sono ancora attivi ma a riposo. Bob è iper-forzuto e semi-invulnerabile. La moglie, che non a caso ha per soprannome Elastigirl è capace di allungarsi ed aggrovigliarsi, una sorta di Mr. Fantastic in gonnella. Violetta può diventare invisibile e creare campi di forza, mentre Dashiell è veloce come un razzo. Il piccolino da solo qualche segnale di non essere scevro da doni non comuni ma ancora non è definito di cosa si tratti. Lo vedremo nel nuovo film, Gli Incredibili 2, appunto. Anticipazioni già erano state date nel corto Jack Jack Attack, uno spin-off realizzato a parte.

I Parr sono simili, per caratteristiche, ai 4 Fantastici colleghi Marvel, ma data la formazione ovviamente hanno altre peculiarità: non a caso il titolo del primo film, al quale stiamo accennando tradotto in italiano era Gli Incredibili: una normale famiglia di supereroi.

Tornando agli esordi, al 2004 come dicevamo, dopo settimane di inattività e routine più o meno accettata da tutti i componenti della famiglia a Bob viene proposto un nuovo incarico e poi un altro. Edna Mode, la “stilista” dei 5, quella che aveva loro progettato le tutte ergonomiche da supereroi gli confeziona una nuova divisa e lui, ad insaputa di consorte e figlioli, si rilancia in quell’attività che tanto gli era mancata.

Come nei migliori film d’azione e come nelle migliori famiglie (ed in questo caso è pertinente), le peripezie, i contrattempi e gli scontri con i cattivi alla fine coinvolgeranno di nuovo tutto il nucleo familiare, nessuno escluso, e i buoni trionferanno sui cattivi. Per chi non abbia visto questo primo episodio, datato 14 anni fa, non entriamo troppo in particolari rivelando i nomi degli antagonisti e degli amici che intervengono nello svolgimento della trama: il film è decisamente carino ed amato da un pubblico trasversale per età, ed è uno dei primi DISNEY/Pixar. Varrebbe la pena vederlo prima dell’appuntamento con il secondo, in uscita in Italia, come anticipato dal titolo, per settembre 2018.

A parte la storia del ritorno in azione presente nel primo film, il secondo si contraddistinguerà per un’altra caratteristica ad esso speculare ma già nel primo fortemente presente, descritta da una angolazione appunto contrapposta. Un argomento che abbiamo accennato già nel titolo del pezzo.

In Gli Incredibili, oltre alle avventure e alla lotta contro i cattivi di turno, fondamentale è il connotato familiare dei protagonisti: padre, madre e figli. E le dinamiche che spesso sono specifiche all’interno di un nucleo formato da moglie, marito e prole. Mentre il forzuto anche se affettuoso e non rude Bob si vede stretto nei panni dell’impiegato e vorrebbe tornare a compiere gesta memorabili, Helen, come la brava iconografica massaia americana, non sembra essere seccata di aver abbandonato la scena e utilizza di tanto in tanto i suoi poteri esclusivamente per accelerare i ritmi delle faccende domestiche e la gestione dei figli. D’altronde ogni donna che lavori fuori e/o all’interno delle mura domestiche possiede in un certo qual modo dei superpoteri per riuscire ad imbracciare tutti i ruoli (ma questa è un’altra storia).

Bob accetterà i due incarichi per tornare back in action, peraltro senza parlarne in famiglia. Certo non sta facendo nulla di male, ma evidentemente vuol tenere fuori dai guai la famiglia, se vogliamo vederla dal lato positivo, mentre, se si voglia essere un po’ maliziosi, alla fin fine è lui quello che esce dalla routine, mentre a casa le cose continuano ad essere gestite magistralmente da Helen. Poi ne succederanno di tutti i colori e arriva la “cavalleria”, alias moglie e figli ad aiutarlo: l’unione fa la forza e il messaggio è sempre quello della famiglia unita.

Nel prossimo film che vedremo a settembre, Gli Incredibili 2 ecco la chiave di volta, se non geniale ma onesta e in onore della par condicio tra i sessi: Bob a casa, alle prese soprattutto con Jack Jack ancora piccolino e che gliene combina di tutti i colori, ed Helen on the road again. Una rivincita “animata”, mamme e papà che lavorano entrambi o per un periodo soltanto uno dei due. Intercambiabili ma che devono per differenze ancestrali imparare ad esserlo, oggi come oggi. La storia di personaggi disegnati al computer che ripropongono invece – superpoteri a parte – situazioni che ogni coppia in carne ed ossa vive in una quotidianità fatta di lavoro, faccende di casa, e di quando si è impegnati a seguire i propri figli nella crescita, nella scuola e nello sport.

Il trailer, già disponibile in italiano, è divertentissimo anche per un pubblico adulto anzi soprattutto per chi abbia come la maggior parte di noi vissuto rapporti familiari ascendenti e personali: Bob alle prese con i compiti dei figli, con le fiabe della buonanotte ed Helen, che nonostante mantenga la sua dolcezza e gratitudine verso il marito che le sta facendo vivere il suo momento di gloria, fa la “supereroina in carriera”. Questo fa ben sperare che anche il film stesso sia adatto ad un pubblico non solo infantile: una pellicola che di sicuro non annoierà neanche i “grandi”, le mamme e papà supereroi in borghese che accompagneranno i figli a vederlo. Oltretutto, dato lo scarto di ben oltre dieci anni dall’uscita del primo, i bambini che lo hanno amato e vorranno godersi il sequel, saranno diventati grandi anche loro.

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