Addio a Johan Johannsson, il compositore di Denis Villeneuve

di Laura Pozzi

johan johansson-outoutmagazine1.jpg

E’ arrivata come una doccia fredda la tragica notizia della morte a soli 48 anni di Johan Johannsson, illustre compositore islandese autore di celebri colonne sonore come Sicario, Arrival, La teoria del tutto (dove fu premiato con il Golden Globe).

Il corpo senza vita è stato rinvenuto lo scorso 9 febbraio all’interno della sua abitazione a Berlino e la causa del decesso risulta tutt’ora ignota. Una perdita incalcolabile sia a livello umano che artistico. Nato a Reykjavik il 19 settembre del 1969, inizia la sua breve, ma intensa carriera nel 1999 fondando gli Apparat Organ Quartet, band specializzata nella composizione di musica elettronica. Dopo aver girato vari festival, sboccia nel 2000 il grande amore con il cinema, che lo porterà a realizzare la sua prima colonna sonora per il per il film di Robert Ingi Douglas intitolato The Icelandic dream.

johan johansson-outoutmagazine2.jpg

Dopo l’iniziale approccio con l’industria hollywoodiana, inizia la collaborazione con Denis Villeneuve realizzando le musiche per Prisoners. Il meritato riconoscimento al suo indiscusso talento arriva l’anno successivo con La teoria del tutto, film che gli consente di conquistare la nomination al premio BAFTA per la miglior colonna sonora, il già citato Golden Globe e una candidatura all’Academy Awards. Il 2016 lo vuole ancora al fianco di Villeneuve che gli affida la partitura per Sicario. Il sodalizio artistico nato tra i due è indiscutibilmente uno dei più riusciti grazie alla perfetta fusione tra immagini e musica che sembrano viaggiare su un unico binario. Johannsson non ha mai fatto mistero dell’incredibile empatia con il regista canadese che lo ha sempre coinvolto nei suoi progetti fin dalle fasi iniziali di sceneggiatura, questo per consentire alle immagini un più ampio respiro e un nuovo modo di comunicare grazie alla musica. Con Sicario, arriva anche la seconda nomination ai premi Oscar.

johan johansson-outoutmagazine3.jpg

Il rapporto con Villeneuve, riafferma il suo vigore con Arrival, che riceve le giuste onorificenze con nomination al Golden Globe, al BAFTA e al Grammy. Purtroppo la fruttuosa collaborazione termina qui per ovvie ragioni. Johannsson da grande sperimentatore ha intrapreso anche una fortunata carriera solista realizzando il suo primo album Englaborn nel 2002 e l’ultimo Orphée nel 2016. Nel 2015 il suo Drone Mass, pezzo per quartetto d’archi, elettronica e ensemble vocale, ha trovato la giusta consacrazione al Metropolitan Museum of Art di New York. La sua musica ipnotica si è sempre contraddistinta per una perfetta e sapiente fusione tra elettronica e orchestrazioni classiche. Non resta che attendere con curiosità e profonda tristezza l’uscita nelle sale di Maria Maddalena, il film biografico di Garth Davis interpretato da Rooney Mara e Joaquin Phoenix a cui Johannsson ha destinato per l’ultima volta il suo inarrivabile talento.

Rispondi