Il mistero della resilienza umana

di Agostino Casaretto

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Quanti di noi hanno dovuto ricorrere alla resilienza per combattere un nemico subdolo, più o meno tremendo, per vincere quello che ci stava capitando? Quanti hanno trovato quella forza psicologica che li ha messi in uno stato ideale per lottare e sperare anche di fronte a difficoltà insuperabili?

Questo è l’argomento che Paolo Ruffini, comico, presentatore e regista impegnato, ha egregiamente raccontato nel suo docu-film RESILIENZA. Un racconto drammatico, come tanti, vissuti da bambini ammalati di malattie oncologiche pediatriche che giornalmente combattono queste infermità, in particolare questa è la storia di Alessandro Cavallini un bambino dotato di una forza, una intelligenza, una vitalità, una voglia di vivere forse superiore alla media che purtroppo ha trovato la sua sconfitta quando a soli 14 anni Alessandro se ne andato. In fatti questo argomento così drammatico viene trattato dal regista con una dolcezza, una poesia, una leggerezza, una precisione che fa dimenticare la drammaticità del caso.

Il regista si è avvalso di filmati fatti dal padre di Alessandro, che ha ripreso il figlio durante tutto il periodo della malattia, e di varie interviste fatte alla mamma di Alessandro, a specialisti oncologici, ai fondatori di Make a Wish, ai responsabili del Dynamo Camp, ai clown dottori di Ridolina e agli amici di Alessandro. Soprattutto RESILIENZA può essere utile a tanti che purtroppo si trovano in situazioni così complicate e delicate che devono trovare una ragione a quello che gli capita anche se mai c’è una risposta a questo.

Dalle immagini si capisce come questo bel bambino, come sono belli tutti i bambini, abbia trovato dalla malattia (Neuroblastoma al quarto stadio) una forza incredibile (la resilienza appunto) che ha meravigliato tutti, parenti, amici e dottori, un convincimento che l’ha portato a trasformare il limite in opportunità e a dire: “non è importante quanto vivrò ma come vivrò; voglio fare tutto prima di andarmene”. Questo docu-film di Paolo Ruffini coadiuvato da Andrea e Antonio, fratelli di Alessandro e prodotto dal regista e dall’Associazione Nido del Cuculo e Sui passi di Ale è in concorso, giustamente, nella sua categoria alla 63^ edizione dei David di Donatello.

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