Thurman-Tarantino: un sodalizio messo a dura prova

di Chiara Maciocci

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L’attrice Uma Thurman, famosa per le sue interpretazioni, tra le tante altre, di Mia Wallace in Pulp Fiction e della Sposa in Kill Bill, nella stessa intervista a Maureen Dowd per il New York Times in cui ha rivelato di essere stata una delle prime vittime delle aggressioni sessuali dell’ormai ex-produttore Harvey Weinstein, ha anche dato voce all’amarezza (e alla conseguente recriminazione) provocatale dal ricordo dell’incidente in macchina che ebbe durante le riprese in Messico di Kill Bill.

Quel giorno Uma doveva girare, senza ricorrere a una controfigura, la famosa scena in cui la protagonista guida la sua auto blu per andare a uccidere Bill, ma si era mostrata titubante a causa delle precedenti asserzioni di un membro del team riguardo un eventuale malfunzionamento della macchina. A quel punto l’attrice afferma, nell’intervista, che il regista Quentin Tarantino andò da lei furioso perché il suo indugiare gli stava costando tempo e, promettendole che la macchina era apposto e che la strada era dritta, la persuase infine a girare la scena. Ma ciò che accadde dopo provò che Tarantino si sbagliava: il sedile non era ben fissato, molta sabbia si era depositata sulla strada, e la strada stessa, anziché essere completamente dritta, aveva una curva alla fine. La macchina che Uma stava guidando andò a schiantarsi contro un albero e l’attrice, ferita gravemente, pensò di non poter più essere in grado di camminare ancora – paura che fortunatamente non ebbe a realizzarsi.

Al ritorno dall’ospedale, con le ginocchia danneggiate e un enorme collare intorno al collo, ella si precipitò sul set per vedere la macchina ed ebbe una tremenda litigata con Tarantino in cui lo accusò di aver tentato di ucciderla in quello che, nell’intervista, ha descritto come un processo di “disumanizzazione fino alla morte”; di tutta risposta anche il regista si infuriò, “comprensibilmente” ha detto la Thurman, dato che non era vero che aveva provato ad ucciderla.

Thurman-Tarantino, OutOutMagazine, 2.JPGL’incidente danneggiò la relazione tra il regista e la sua Musa per anni, e Maureen Dowd ha aggiunto nel suo articolo che sembra che Uma Thurman non si sia ancora ripresa completamente dall’accaduto.

Come prevedibile, sulla scia delle tempeste scatenate dal movimento MeToo, dopo questa intervista Quentin Tarantino è finito al centro delle polemiche di innumerevoli testate giornalistiche che lo hanno accusato senza troppe remore di aver davvero cercato di uccidere Uma Thurman. Proprio a causa di ciò l’attrice ha ripreso la parola su Instagram, dove ha pubblicato il video dell’incidente ed esposto la sua posizione riguardo al regista nella descrizione sottostante: dell’imperdonabile insabbiamento dei fatti avvenuto dopo l’incidente gli unici ritenuti responsabili sono il produttore Harvey Weinstein , Lawrence Bender ed E. Bennet Walsh; per parte sua, Quentin “era profondamente pentito e prova ancora un grande rimorso per questo spiacevole fatto e mi ha dato il filmato anni dopo in maniera tale da permettermi di renderlo pubblico, di fargli vedere la luce del giorno, a prescindere dal fatto che si tratti di un evento per cui sarà impossibile ottenere giustizia. E mi ha fornito il filmato con la piena consapevolezza che tutto poteva ritorcersi contro di lui e, personalmente, sono molto orgogliosa della scelta che ha fatto e del coraggio che ha avuto”.

Intanto, Deadline ha intervistato il diretto interessato, il regista Quentin Tarantino che ha risposto ad ogni domanda con estrema chiarezza, cominciando con l’affermare con rammarico che nel pezzo della Dowd pare che tutti i colpevoli siano tutelati legalmente (non potendo essere neanche nominati) e che, attraverso la sua prosa, l’unico a prendersi tutta la colpa sia stato lui. Nel ricordare il giorno dell’incidente, Tarantino ha raccontato che egli diede ascolto alle ansie di Uma e, di conseguenza, guidò lungo la stradina messicana dove si sarebbe dovuta girare la scena per assicurarsi che il percorso fosse facile e sicuro a sufficienza per la guida dell’attrice; come previsto, la strada si rivelò dritta, priva di dossi, strani avvallamenti o piante nascoste, e quindi perfetta per girare la scena; perciò egli andò contento da Uma e le disse che tutto sarebbe andato per il verso giusto, e Uma gli credette, perché si fidava di lui (“…non l’ho fatta entrare con la forza nella vettura, ci è entrata perché si fidava di me”). A quel punto, secondo il racconto del regista, si palesò una questione: era quasi il tramonto, e si sarebbe dovuto guidare nel senso di marcia opposto dato che la luce sarebbe stata migliore, e pensando che “una strada dritta è una strada dritta” Tarantino acconsentì al cambiamento. Questo è ciò che ha portato, infine, all’incidente, e nelle parole del regista si sente ancora il senso di pentimento che, dopo tanti anni, non abbandona la sua coscienza: egli avrebbe dovuto testare ancora una volta la sicurezza del percorso ma non lo fece, e questo costò a lui, a Uma e al loro sodalizio danni enormi che solo dopo anni, col sugello dell’aiuto reciproco che i due si sono dati in questa vicenda, sono stati totalmente riparati.

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