Credici ancora Clint: Ore 15.17 Attacco al Treno

di Laura Pozzi

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Di nuovo una storia d’eroi per il vecchio, ma indomito Clint Eastwood che arrivato alla soglia degli 88 anni continua a sfornare pellicole con l’entusiasmo e la vivacità di un ventenne.

Per completare l’ideale trilogia iniziata nel 2015 con American Sniper e proseguita l’anno dopo con Sully, il regista americano si lascia sedurre ancora una volta da una storia vera incentrata su uomini comuni capaci di compiere imprese straordinarie in circostanze intensamente pericolose. Stavolta la sua attenzione trova una perfetta e calzante empatia con i tre ragazzotti californiani che il 21 agosto 2015 riuscirono a sventare l’attacco terroristico ideato e messo a punto dal sedicente Stato Islamico sul treno ad alta velocità Thalys partito da Amsterdam con destinazione Parigi.

L’eroico trio composto da Anthony Sadler, Alek Skarlatos e Spencer Stone oltre a disarmare con coraggio e determinazione il sanguinario jihadista Ayoub El-Khazzani, riuscì a compiere un miracoloso salvataggio su un passeggero rimasto gravemente ferito. Una storia così eticamente profonda non poteva lasciare indifferente l’immenso Clint che basandosi sul libro dei tre protagonisti ha tradotto in immagini la straordinaria vicenda. Trattandosi di Eastwood sarebbe riduttivo e superficiale non andare oltre le apparenze definendo la pellicola un film minore o nel peggiore dei casi un colpo andato a vuoto. Di certo il regista è poco interessato all’azione (che come in Sully torna regina nell’ultimo quarto d’ora) e molto alla personalità dei tre giovani, tanto che da esperto uomo di cinema qual è decide di privarsi del contributo di attori professionisti per affidarsi ciecamente alla fondamentale e necessaria inesperienza dei veri protagonisti.

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Una scelta audace e poco convenzionale che Clint dall’alto della sua esperienza padroneggia alla grande, non facendo rimpiangere la presenza di vere performance attoriali. Questo perché il film si muove sapientemente tra finzione e realtà prediligendo quest’ultima per dare ampio respiro alla sua identità. Sarà forse la saggezza dovuta all’avanzare degli anni, ma Eastwood è un uomo che non ha paura di credere, anche quando gli eventi volgono decisamente a sfavore. Nel ripercorrere e nel far rivivere ai tre ragazzi il proprio passato da studenti incompresi a potenziali soldati il regista realizza uno dei suoi film più politici e personali. Non a caso la sceneggiatura scritta insieme a Dorothy Blyskal lascia volutamente da parte l’episodio principe che riaffiora in alcuni tesissimi flashforward per concentrarsi integralmente sulla vita privata dei tre giovani. Scelta drammaturgica essenziale per capire come tre ragazzi comuni possano da un giorno all’altro trasformarsi in eroi e per comprendere a fondo come la conclusione del drammatico evento senza la loro presenza avrebbe avuto ben altro esito.

Nonostante le evidenti difficoltà alla base dei loro rapporti sociali Anthony, Alec e Spencer sono tre giovani animati da saldi principi e nel caso di Spencer da una profonda fede cristiana che lo porta a considerare la vita un dono da preservare e destinare a qualche nobile scopo. Durante la vacanza in giro per l’Europa che troverà il drammatico epilogo sul treno maledetto, Spencer avrà modo di interrogare se stesso e dar voce ai suoi dilemmi esistenziali.

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Eastwood  a differenza di altri non smette di credere nel futuro e il suo film rappresenta un chiaro e spericolato messaggio di speranza anche nei confronti dell’America sempre più incerta e destabilizzata da scelte politiche ampiamente discutibili. Non sarebbe giusto liquidarlo come una patetica e poco riuscita celebrazione dei suoi (non) eroi per caso, dal momento che il regista non ha certo bisogno di futili espedienti per dimostrare il suo valore. Piuttosto è un film che prendendo spunto da un drammatico fatto di cronaca diffonde un messaggio universale, portando alla luce ardue problematiche spesso difficili da affrontare per  paura e vigliaccheria perché come asserisce tenacemente Spencer “solo quando cominci a scoprire chi sei, capisci veramente quanto potere hai sulla tua vita.”

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