Intrigo e amore di Schiller al Quirino di Roma

di Federico Spinelli

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“Si può scegliere tra una bugia che fa vivere o una verità che fa morire.” Questa frase riassume al meglio l’intreccio formato da intrighi, corruzione, gelosie, duelli e verità presenti nell’opera di Friedrich Schiller, Intrigo e Amore, che avrà luogo dal 6 al 11 Febbraio presso il Teatro Quirino con la regia del celebre Marco Sciaccaluga, con protagonisti Stefano Santospago presidente Von Walter, Simone Toni Ferdinand, Enrico Campanati Miller, Alice Arcuri Luise, Andrea Nicolini Wurm.

Uno scritto ambientato nella Germania del Settecento, che porta con sé tutte le convenzioni aristocratiche del tempo.

Al centro della vicenda c’è un padre assetato di potere, disposto a tutto pur di arrivare al suo scopo. Proclama un matrimonio tra il figlio e Lady Milford Daniela Tuchi, per instaurare così una parentela con la famiglia reale. Il figlio però non è dello stesso avviso del padre, poiché da poco si è dichiarato ad una ragazza borghese della quale è perdutamente innamorato.

Questo genera un conflitto tra padre e figlio, entrambi determinati con nessuna voglia di venir meno alla parola data. Il padre, deciso a perseguire il suo obiettivo, fa uso di tutto il suo potere, presentandosi a casa della famiglia della giovane additandola come una poco di buono. Il padre anche se intimorito difende la figlia intimando al presidente di uscire di casa mentre Ferdinand è disposto a stracciare i legami che la natura ha instaurato fra loro pur di non scogliere la promessa d’amore fatta.

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Il padre così, grazie al prezioso aiuto del suo segretario, decide di cambiare strategia, vuole rendere impura la giovane agli occhi del figlio, insinuando da parte sua un tradimento. Inscena così una falsa, tendendo sotto scacco uno dei suoi collaboratori, il maresciallo Von Kalb interpretato da Roberto Alinghieri.

Come nelle migliori opere shakespeariane, quello che va ad insinuare il dubbio nella persona è un oggetto, molto spesso come in questo caso trovato fortuitamente e arrivato nelle mani della persona sbagliata. Una lettera scritta di pugno da parte della fanciulla dove dichiara l’amore per un’altra persona inizia a far vacillare le certezze che fino allora albergavano nella testa del principale pretendente.

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In tutti i modi prova a cercare la verità, a convincersi del fatto che ci sia una giustificazione valida per quelle cose scritte sulla lettera, ma tutto ciò che fa sembra portarlo nella direzione del tradimento. Lei che, per amor di un padre è pronta a rinnegare anche se stessa, con la sua unica colpa di essere nata troppo bella e pura in un mondo così accecato di potere e lui solo contro tutti, pronto a giurare sulla propria testa che ciò che ha visto dentro gli occhi di Luise non poteva essere altro che amore. Un uomo quando esce di senno farebbe di tutto per avvalorare le proprie convinzioni, perdendo il lume della ragione, non essendo più capace di distinguere cosa sia giusto e cosa sbagliato, quale sia il punto dove fermarsi per ricercare la verità. Questo è il ragionamento che accompagna il protagonista durante il corso della storia.

Infine è un pianoforte a legare scenografia e musica. Nell’opera è sempre presente in scena, come a voler sottolineare il forte legame tra la musica classica e l’aristocrazia del 700. Esso svolge un compito relegato alla musica dando forza alla scena, seguendo il climax e mettendo in  evidenza, attraverso il  suono, i momenti  più concitati, facendo salire  la tensione alla stelle.

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