Cloverfield 3: e la Terra si eclissa

di Beatrice Andreani

Cloverfield 3 - Out Out Magazine (1).jpg

E’ finalmente su Netflix il terzo capitolo della trilogia diretta da Matt Reeves: Cloverfield 3. La Bad Robot Production e la Paramount Pictures hanno mantenuto il riserbo sul lavoro fino all’ultimo momento.

Questa volta, l’equipaggio della navicella viene richiamato in orbita per una missione indispensabile alla sopravvivenza del pianeta. Il film prende il via con una sorta di comunicato: le risorse energetiche rimaste, secondo le fonti governative, avranno vita breve. Per questo viene progettata una missione sperimentale alquanto rischiosa ma che, se portata a termine, decisamente risolutiva: l’acceleratore di Particelle Shepard, a bordo del laboratorio della navicella, se attivato, produrrebbe dell’energia gratuita, ponendo fine così, alla crisi energetica, causa dei dissidi che scombinando gli equilibri internazionali tra le nazioni.

Per tutta la durata della storia la tensione è mantenuta a dei livelli decisamente alti. Le prime sequenze del film mostrano in medias res i membri della navicella tentare costantemente l’accensione del meccanismo. I titoli di apertura si alternano alla dicitura dei giorni in cui viene testato l’esperimento, accompagnando prove e conseguenti fallimenti.

Cloverfield 3 - Out Out Magazine (2).png

Dal giorno numero 96 al giorno numero 623, il mondo visto da quella prospettiva sembra essere un’entità a sé, distante dal raggio della navicella, ma legato inevitabilmente alla storia dei personaggi, ormai già da due anni lontani da casa e sottoposti ad una costante tensione: “La normalità è appesa a un filo” e l’integrità di quel filo dipende dalle loro capacità decisionali.

C’è un rischio che, però, non viene preso in considerazione: ogni volta che viene attivato l’acceleratore, la membrana spazio-temporale potrebbe lacerarsi, rischiando così di distruggere la realtà conosciuta e costituendo un universo “altro” popolato da mostri e da varie creature sconosciute.

Cloverfield 3 - Out Out Magazine (3).jpg

Dopo l’ennesimo test, l’accensione riesce. L’insormontabile problema della mancanza di risorse non rinnovabili, causa di guerre e conflitti sulla Terra, sembra essere risolto. All’improvviso, però, un incendio all’interno della navicella, la corsa nell’arginare il danno e, quando sembra essere tutto risolto, si presenta una complicazione maggiore. Uno sguardo fuori dall’oblò, nell’universo attorno sembra mancare qualcosa: la terra è scomparsa.

La scissione spazio-temporale che i protagonisti non hanno preso in considerazione, di fatto, è avvenuta. Una seconda dimensione, collocata in un futuro prossimo e in una realtà parallela posta in una sorta di “sottosopra”, scatena fenomeni incontrollabili e fuori da ogni legge della ragione.

Poi, un’entrata in scena altrettanto inspiegabile, quella dell’ingegnere dello Shaperd, Mina Jensen. La donna, rimasta intrappolata nella dimensione attuale, viene direttamente dal futuro, e mostra all’equipaggio ciò che li aspetta se non ripareranno la lacerazione causata.

Sopravvivere e poter tornare sulla Terra, quindi, è l’obiettivo principale dei membri della navicella. Ma è necessario capire come ritrovare il pianeta perduto e, soprattutto, come tornare indietro, per ritrovare lo spazio-tempo al quale ognuno di loro appartiene ed evitando, nel mentre, di interferire e danneggiare maggiormente quegli equilibri che non fanno parte della loro realtà.

Rispondi