A casa tutti bene, lasciatevi travolgere dalla burrasca della quotidianità!

di Cristina Peretti

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“Ho voluto rappresentare la società dell’uomo”. È con questa dichiarazione che Muccino presenta il suo prossimo successo A Casa tutti bene, in uscita nelle sale italiane il 14 Febbraio 2018.

Dopo dodici anni di vita e di lavoro a Los Angeles, Gabriele Muccino, vincitore di ben tre David di Donatello, come un vulcano, torna nel panorama cinematografico italiano e ci regala una storia sentimentalmente forte, avvolta in un’atmosfera estetizzante e realisticamente cruda allo stesso tempo. Ambientato nell’idilliaca isola di Ischia, A Casa tutti bene, è la rappresentazione dell’ipocrisia, della falsità e delle maschere sociali che si celano dietro l’apparente serenità famigliare. Riunitasi per festeggiare le nozze d’oro dei nonni, una famiglia allargata si ritrova bloccata sull’isola a causa del mal tempo.

Per tre giorni fratelli, figli, genitori, nipoti, ex mariti ed ex mogli, sono costretti a convivere nella villa di famiglia e questa situazione forzata farà esplodere tensioni represse nel tempo. Nascono gelosie, frustrazioni e tradimenti, da cui i protagonisti non possono più scappare. Tuttavia l’intento di Muccino non è stato quello di creare un film generazionale. La sua non è una semplice storia famigliare: il regista usa un piccolo nucleo famigliare come simbolo della società contemporanea. Attraverso questo microcosmo analizza le paure e i tormenti dell’animo umano, frustrato e incatenato in situazioni da cui non può fuggire: “La complessità delle relazioni, a tutte le età, una sorta di carotaggio, una trivellazione per estrarre e rappresentare le varie fasi delle nostre esistenze e una riflessione su come tutti noi possiamo fingere di essere migliori di quello che siamo e seguire codici di comportamento o regole di buone maniere che limitano le nostre azioni soltanto per un tempo limitato”.

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Il cast, coralmente formato dalle figure che da anni dominano la scena cinematografica italiana quali Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino, claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Gianfelice Imparato, Ivano Marescotti, Giulia MIchelini, Sandra Milo, Giampaolo M orelli, Stefania Sandrelli, Valeria Solarino e Gianmarco Tognazzi, ha presentato il film al “The Space” ,Cinema Moderno di Roma il 31 Gennaio 2018 e ci ha svelato cosa ha significato per loro, indossare i panni di questi personaggi ancora sentimentalmente incompleti e frustrati.

Gli attori si sono fusi con i loro personaggi, tanto che durante la conferenza, tra una battuta e l’altra, ancora si chiamano con i loro nomi di scena (Ed è proprio questo clima di complicità che non ha fatto rimpiangere al regista la sue esperienza americana), il quale ci conferma che resterà a vivere in Italia.  Ognuno di loro ha tentato di mettere la propria “verità” in ogni battuta del film.  Non ci sono ruoli primari e secondari, ogni personaggio è un unicum, consapevole di far parte di un’unica entità. “C’è la vita quotidiana, non ci sono supereroi” dichiara Favino. E forse è proprio questo che piace di questo film: Muccino ha rappresentato il paradigma della società, dall’inizio alla fine, e con queste sue parole ce lo conferma: “Il film lascia i personaggi nella burrasca, perché la vita è una burrasca”. in questa burrasca quotidiana molto spesso si pensa alla famiglia come punto fermo: “è il nostro luogo di partenza, di fuga e di ritorno”, ammette Paolo, l’artista della famiglia, interpretato da Stefano Accorsi, all’inizio del film. A Casa tutti bene, quindi, vuole presentarsi come uno “squarcio nel cielo”, con cui inizia a sgretolarsi la maschera dell’ipocrisia e grazie al quale si inizia a comprendere la vera realtà. Una realtà in cui l’amore non trionfa e a vincere è solo la tempesta della quotidianità.

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