Sono tornato. E se Mussolini si risvegliasse nel 2018?

di Francesco Amato

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Dopo il successo di Lui è tornato, film tedesco che parlava del risveglio di Adolf Hitler nella Germania del 2015, esaminando in maniera piuttosto satirica le reazioni della popolazione tedesca al ritorno del dittatore, non ci è voluto molto tempo perché si decidesse di realizzare un remake italiano.

Il 1° febbraio uscirà infatti nelle sale Sono tornato, film diretto da Luca Miniero (regista di Benvenuti al Sud) con protagonisti Frank Matano e Massimo Popolizio nei panni di Benito Mussolini.

Il film di Luca Miniero voleva essere una riflessione su quanto in fretta siano stati dimenticati gli orrori del regime fascista, che ha governato l’Italia per venti anni, mostrando come la popolazione sia felice del ritorno di un dittatore. Non è un caso che il film esca ad appena un mese di distanza dalle prossime elezioni, facendo notare come il populismo di alcuni politici odierni non sia tanto diverso da quello di una volta, rendendo il paragone forse estremo, ma efficace.

Da questo punto di vista, si può considerare positiva la riuscita del film, che propone una riflessione sicuramente non originale (essendo un remake) ma efficace.

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La regia di Luca Miniero, così come nei suoi film precedenti, risulta tanto basilare quanto efficace, senza proporre particolari guizzi, ma mostrando lo svolgersi della storia in modo semplice e lineare.

Il maggior pregio del film, è sicuramente l’interpretazione di Massimo Popolizio, che porta sullo schermo un Mussolini incredibilmente realistico, non solo per la somiglianza tra il dittatore e l’attore che lo interpreta, ma anche per la gestualità che lo caratterizza, dal modo in cui agita le mani alla camminata. Peccato invece, che il personaggio di Mussolini, ben scritto e interpretato, non sia stato affiancato da personaggi e attori altrettanto all’altezza. Andrea, interpretato da Frank Matano, è un personaggio mal scritto e poco interessante, e nonostante l’ex youtuber sia stato in fin dei conti bravo nel suo ruolo, non regge il confronto con la titanica interpretazione di Popolizio.

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L’errore principale del regista, è stato quello di alleggerire troppo il tono del film, facendo perdere presto il vero senso del racconto. L’attenzione è focalizzata esclusivamente sulla figura di Mussolini, e poco sulla reazione degli italiani al suo ritorno, che era invece tema fondamentale nel film tedesco.

Nonostante alcuni difetti, Sono tornato risulta un film ben fatto e piacevole, che potrebbe avere sicuramente il merito di far ragionare lo spettatore su quanto sia facile per alcune persone, nel 2018, inneggiare ad una figura come quella di Benito Mussolini, facendo notare gli errori commessi ai tempi della guerra, sperando che certe cose non accadano più.

One thought on “Sono tornato. E se Mussolini si risvegliasse nel 2018?”

  1. Già, sperare che certi errori non accadano più. Da cultore posso affermare che, fino a poco prima dell’alleanza italo – tedesca, le cose stavano andando e i romagnoli immigrati nel Lazio, insieme ai veneti e ai ferraresi lo sanno motlo bene. Ogni vassallo aveva il suo feudo, si lavorava e Roma ha visto crescere il suo ruolo di capitale. A Roma ci sono ancora i tombini del Duce e la Roma – Lido non ha mai subito modifiche. Immaginatevi come la “città eterna” sia ancora indietro. Una cosa la voglio puntualizzare: siamo in democrazia, ma sotto certi aspetti sembra di essere in una dittatura legalizzata.

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