Per Trump un gabinetto di lusso

di Claudio Miani

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Un atto dovuto che qualcuno l’ha inteso come un semplice andate a cagare. Ma la storia è stata molto divertente.

Ebbene i coniugi Trump (avete presente, quel simpatico omone che vorrebbe comandare il mondo a suon di bombe, coriandoli e bacon) hanno pensato bene di rivolgersi alla direzione del Guggenheim di New York per chiedere in prestito un dipinto di Vincent van Gogh per i loro alloggi privati. Ovviamente chi di noi non ha mai chiesto ad un museo un dipinto per arredare la propria casetta. Volete farmi credere che nessuno di voi si è mai rivolto al Louvre per passare a ritirare per una settimanella quella gnoccona della Gioconda?

Loro hanno deciso comunque che la richiesta andava fatta, d’altro canto avere una parete spoglia non è proprio il massimo. così la direzione si è veduta recapitata la richiesta. L’idea, però, non è sembrata particolarmente appropriata, nonostante venisse dalla presidente degli USA. E la risposta è stata un po’ quella che tutti si aspettavano, almeno in parte. All’evidente No elargito con educazione, ma altrettanta fermezza, hanno affiancato una controproposta niente male: Dear President e Melaniuccia, avremmo per voi un oggetto che tanto si addice al vostro charme e carisma. Vi offriamo, invece di un banalissimo Van Gogh, il meraviglioso America, gabinetto d’oro di Maurizo Cattalan. Oro sì, ma sempre cesso rimane.

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Come qualcuno ricorderà il bell’oggetto a 18 carati era stato già oggetto di discussione un paio di anni fa, quando era stato istallato in un bagno pubblico al quinto piano del museo, a disposizione di tutti i visitatori, come veicolo per una critica all’eccesso di ricchezza degli Stati Uniti d’America.

Certamente sarà difficile collocarlo su di una parete, ma potrebbe sempre trovare un posto di prestigio all’interno della Casa Bianca. Avete visto mai che il prossimo discorso di Mr. President venga rilasciato a braghe calate?

 

 

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