Il precariato dell’amore nel Liga 3.0. Made in Italy

di Agostino Cesaretti 

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L’insoddisfazione che crea la vita oggi, l’arrabattarsi per arrivare alla fine del mese con un misero stipendio, un lavoro ripetitivo che annoia e col tempo crea angoscia, la ricerca di un surrogato di felicità in incontri amorosi che non regalano comunque tranquillità, la preoccupazione per un lavoro che può finire da un momento all’altro (con la fabbrica nella quale si lavora come operaio, in forte crisi), i problemi che al rientro non si riescono a lasciare fuori dalla porta di casa e che provocano una situazione famigliare sull’orlo di una crisi di nervi.

Questo è stato il compito che si era imposto di comunicare al pubblico con immagini, dialoghi e la sua splendida musica, il regista Luciano Ligabue quando, assieme al Produttore Domenico Procacci, hanno deciso di girare il film Made in Italy.

Un film intenso interpretato splendidamente dalla Bellissima Kasia Smutniak e dal comunicativo e bravo Stefano Accorsi. Due interpreti che, insieme a tutto il cast, hanno trasmesso, ognuno nel suo ruolo, tutte le preoccupazioni, i divertimenti, i drammi, l’amore, il dolore e il coinvolgimento psicologico che la storia richiedeva. La regia curata nel dettaglio, così come la sceneggiatura e il montaggio, hanno aiutato a creare uno spaccato di vita italiana che sicuramente rispecchia parecchie situazioni di vita vissuta, specialmente oggi che assistiamo continuamente a perdite del lavoro, al precariato e, contemporaneamente, alla ricerca spasmodica di un lavoro che non arriva mai.

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Nel 1971 con La classe operaia va in Paradiso, anche un altro grande interprete italiano, Gian Maria Volontè, aveva portato sugli schermi una sua imperdibile interpretazione, con un dramma considerato allora politico, simile per alcuni versi a questo Made in Italy e la cui forse unica differenza sta che nella pellicola di Ligabue tutto ruota sul racconto d’amore tra Riko e Sara, un amore contrastato soprattutto perché la perdita di un figlio, l’insicurezza del posto di lavoro, la ricerca di distrazioni nella menzogna di entrambi i protagonisti, circondati da amici distratti e talvolta superficiali, causa un distacco che non e’ dovuto al non amore, ma semplicemente ad un insieme di cause negative che contribuiscono all’allontanamento dei due protagonisti. La morte di un amico comune e la perdita di lavoro di Riko faranno precipitare la situazione fino al punto in cui… è necessario scoprirlo al cinema.

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