La classe operaia (non) va in paradiso. Incontro con il Liga e il cast di Made in Italy

di Agostino Cesaretti

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Si è tenuta oggi  a Roma, presso il cinema Adriano, la conferenza stampa relativa al nuovo film di Luciano  Ligabue Made in Italy, conferenza affollatissima che ha visto la partecipazione di tantissime testate giornalistiche.

Le domande che sono state poste al regista, dai vari giornalisti intervenuti, sono state soprattutto per sapere come mai egli avesse lasciato passare così tanto tempo prima di fare un nuovo film. Infatti risale all’anno 2002 il film precedente, intitolato Da zero a dieci. Il regista ha scherzosamente addossato la colpa al produttore Domenico Procacci che secondo lui per anni si è fatto negare al telefono non creando la situazione necessaria per produrre questo ultimo film.

Tra le varie domande poste al regista ci sono state quelle relative alla scelta degli attori, in particolare quelle relative all’attrice. Sia il produttore che Ligabue hanno scherzato, con interventi dell’attrice protagonista del film, Katia Smutniak, sulla scelta effettuata.  La Smutniak essendo nella vita compagna del produttore non avrebbe voluto fare questo film, mentre il produttore aveva insistito con Ligabue affinché le facesse un provino  Alla fine Ligabue, dichiarando ironicamente di essere innamorato della bella attrice, non aveva potuto far altro che sceglierla, ma ha precisato che non farà più film con lei per la gelosia del produttore. 

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Per quanto riguarda invece Accorsi, avendo già lavorato assieme,  Ligabue non aveva dubbi sulla sua effettiva caratura per la parte che sarebbe andato a ricoprire. Altre domande fatte nella conferenza sono state sulle difficoltà che può trovare un cantante come Ligabue, impegnatissimo, a trovare il tempo per girare un film. Come risposta il regista ha confermato che la fatica e stata enorme. Qualche altro giornalista ha fatto i complimenti per la scelta del cast, in quanto gli attori hanno svolto il loro compito in maniera egregia.

Per la nostra testata abbiamo chiesto al regista perché avesse usato, durante tutto il film diversi primi piani e scarsi riflettori in molte scene facendo apparire il tutto abbastanza buio. Naturalmente il regista ha risposto che il tutto era dovuto al fatto di creare l’atmosfera adatta per quelle scene. L’altra domanda che abbiamo posto a Ligabue è stata relativa al parallelismo tra il suo film e quello del 1971 interpretato da Gian Maria Volontè La classe operaia va in paradiso, soprattutto per sapere se, secondo lui, dopo quarantasette anni per la classe operaia è cambiato qualcosa oppure no? Il regista ha risposto che nel suo film ha voluto soprattutto mettere in risalto una storia d’amore vissuta oggi con tutte le difficoltà inerenti alla scarsità di lavoro e alla perdita del medesimo.

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