Le streghe son tornate, Liam Neeson in difesa dei colleghi accusati di molestie sessuali

di Laura Pozzi

news Liam Neeson caccia alle streghe-outoutmagazine1.jpgLiam Neeson, indiscusso leader dell’action movie, torna a far parlare di sé non solo in coincidenza del suo ultimo film L’uomo sul treno, in uscita nelle sale dal 25 gennaio, ma per alcune recenti dichiarazioni rilasciate durante un’intervista nel programma tv The Late Late Show.

La posizione in controtendenza assunta dall’attore nordirlandese su un argomento scottante, ma oramai (tanto per restare in tema) fin troppo abusato ha spiazzato tutti, ma Neeson dall’alto della sua rispettabilità ha trovato le giuste argomentazioni definendo quel che sta accadendo ad Hollywood una vera e propria caccia alle streghe. Prendendo le dovute distanze da atteggiamenti universalmente inaccettabili e degradanti per il genere femminile, l’attore punta il dito soprattutto sulla superficialità di certe accuse che andrebbero vagliate e analizzate molto attentamente.

E fa riferimento a quanto successo allo scrittore e conduttore Garrison Keillor licenziato dalla Minnesota Public Radio in seguito ad accuse di comportamento inappropriato con una donna che lavorava con lui. Sposando la difesa dello stesso Keillor che ha spiegato come una mano sulla schiena nuda di una donna in segno di solidarietà per le sue sfortunate vicissitudini private, sia stata diabolicamente fraintesa Neeson va all’attacco sottolineando l’eccessività di certi provvedimenti.

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E la discussione diventa incandescente quando si parla di Dustin Hoffman accusato a più riprese e da più donne di vere e proprie molestie sessuali. L’attore spiega come sia facile durante le riprese di un film insieme ad attori e tecnici con cui condividi quotidianamente le tue giornate lasciarsi andare ad atteggiamenti anche stupidi  magari solo per superstizione o in virtù di qualche rito scaramantico.

Ovviamente non sottovaluta l’importanza del problema, che andrebbe esteso ad un contesto più ampio, ma ogni caso ha una storia a sé che andrebbe adeguatamente approfondita. Come dire non si può fare di tutta l’erba un fascio e probabilmente non si può mettere sullo stesso piano Harvey Weinstein con Dustin Hoffman. Anche perché, aggiugiamo noi non ha molto senso denunciare comportamenti ambigui a distanza di anni. E’ molto facile dar credito a dichiarazioni da prima pagina, ma oramai vista l’offerta giornaliera si rischia l’effetto opposto. E Hollywood? Data la scarsità di argomenti, dovrà trovare al più presto un nuovo scandalo al sole.

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