Piera Detassis maestra del Cinema

di Quinto De Angelis

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L’arte che favorisce l’arte! Alla Galleria Nazionale di Roma, Piera Detassis racconta la sua passione per il cinema grazie a 10 lezioni sull’arte visiva dal titolo Flânerie Pop. Il suo metodo non è tradizionale, ma innovativo e non convenzionale in quanto non racconta la storia del cinema in maniera cronologica ma in base ad illuminazioni personali che tagliano il decorso temporale della disciplina e la divide secondo argomento ben precisi.

Categorie che non si limitano ad analizzare esclusivamente l’immagine filmica ma scavano nel profondo e fanno leva sulla sollecitazione dei nostri sentimenti più profondi. Noi di OutOut magazine abbiamo assistito ad una delle sue lezioni che aveva come tematica il rapporto tra ‘uomo e donna nel cinema nostrano dal dopo guerra fino agli anni ’90.

Quello che abbiamo assistito e un discorso cinematografico che dalle mondine di De Santis passa alla satira sociale di Paolinelli per poi muoversi dal mondo disilluso di Fellini alla moderna autorialità di Pietrangeli e infine giungere alla visione dell’uomo di Moretti contrapposta a quella di Tognazzi. Un viaggio nel cinema che tocca taboo e tematiche forti in una società che ancora convive con gli ostacoli del sessismo e di una mancata emancipazione dagli stereotipi che colpiscono i generi. Non sono lezioni per raccontare il cinema ma è sopratutto un’esperienza visiva per narrare l’Italia attraverso gli occhi dell’arte. Il quadro che ne viene fuori non è dei migliori dal punto di vista sociale perchè, bene o male, molte dei problemi e delle differenze uomo-donna sono rimaste vive in tutta la penisola, ma è sorprendente come, dal punto di vista artistico, l’arte italiana non ha perso i colpi di fronte alle innovazioni tecniche.

I registi dal ’40 al ’90 hanno sempre trovato un modo per sorprendere diligentemente il pubblico con le loro immagini realizzando analisi mai banali sugli uomini e le donne che popolavano il bel paese. Regina del microfono è la Detassis che spiega il cinema dal suo punto di vista con una convinzione da profetessa. Sa quello che dice e non si crea problemi e sviscerare l’immagine di tutti i suoi organi per capire com’è fatto il copro filmico. Si muove tra le parole perché sono il suo habitat naturale come lo è l’arte cinematografica che grazie alla sua voce appare semplice ed accessibile a tutti.

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