In videoconferenza il Hanks, Streep e Spielberg raccontano The Post

di Francesco Amato

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Dopo aver visto in anteprime The post, abbiamo avuto la possibilità di avere il regista Steven Spielberg e i due attori protagonisti, Tom Hanks e Meryl Streep, in videoconferenza da Milano.

Partiamo con una domanda per Steven Spielberg: ha deciso di girare questo film, in questo momento, perché ritiene che la libertà di stampa sia minacciata?

Steven Spielberg: Penso che la libertà di stampa sia un diritto che consente ai giornalisti di essere i veri guardiani della democrazia. Questo è quello che mi è stato insegnato quando ero piccolo e penso che resti una verità incontrovertibile. Se guardiamo a posteriori i fatti del 1971, quando il presidente Nixon ha tentato di sottrarre ai giornalisti il diritto di pubblicare e diffondere notizie liberamente, tentativo fallito solo grazie alla sentenza della corte suprema degli Stai Uniti, quello fu un tentativo inaudito di limitare la libertà di stampa e non accadeva dai tempi della guerra civile americana. Oggi ci troviamo ancora una volta ad osservare la minaccia reale, per quanto riguarda la libertà di stampa, e questo fa si che ci sia una rilevanza assoluta tra i fatti del 1971 e quelli di oggi.

Che impatto ha avuto il film sul popolo e sulla stampa statunitense?

Steven Spielberg: Da parte della stampa americana abbiamo avuto tantissimo sostegno. La stampa americana ormai subisce attacchi ogni giorno da parte del presidente e da chi li accusa di pubblicare notizie false, ogni volta che viene scritto qualcosa che a qualcuno non piace. Ma il film ha incontrato molti consensi, al di là della critica politica, e penso che gran parte del merito vada dato alla figura di Katharine Braham, magnificamente interpretata da Meryl Streep. Katharine è una figura femminile forte, che si è trovata ai vertici della sua professione nonostante tutte le difficoltà nate dal lavorare in un ambiente di soli uomini. Ha trovato la sua forza in un momento difficile e cruciale, facendo la cosa giusta e mettendo le altre persone al loro posto. Per la prima volta nella mia carriera mi sono trovato a dover rappresentare un rapporto complesso, come è quello tra Katharine Graham e Ben Bradlee, e ho avuto l’enorme fortuna di avere due attori grandiosi per interpretare questi due personaggi.

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Volevo chiedere a Meryl Streep cosa le piace di più del personaggio di Katharine Graham e cosa pensa di tutte queste donne costrette a combattere contro il maschilismo.

Meryl Streep: La versione originale della sceneggiatura venne comprata dalla nostra produzione sei giorni prima delle elezioni presidenziali, e tutti pensavamo che il film sarebbe stato uno sguardo nostalgico verso il passato, dato che eravamo convinti che avremmo avuto il primo presidente donna della storia. Dopo le elezioni invece abbiamo avuto un aumento dell’ostilità verso la stampa e una crescita del maschilismo. In un certo senso, questa è stata una riflessione su quanta strada non abbiamo fatto dal 1971 ad oggi, e forse è meglio che mi fermi qui.

Pensa che il suo personaggio possa insegnare alle persone che il coraggio si possa anche imparare?

Meryl Streep: Penso che fosse proprio questo il senso del mio personaggio nel film. Al giorno d’oggi non insegniamo più alle nostre ragazze ad essere coraggiose. Invece dovremmo dire a tutti che il coraggio, anche se non è proprio di una persona dalla nascita, si può imparare e acquisire con il tempo.

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Una domanda anche per Tom Hanks: la ricostruzione di una redazione di quei tempi porta molti giornalisti indietro nel tempo. Dal suo punto di vista, come è stato vivere una redazione di quei tempi, con la rivalità tra il Washington Post il New York Times e tanti altri elementi?

Tom Hanks: Ben Bradlee era un uomo molto competitivo, era una bestia e aveva una grandissima voglia di trovare non una storia qualsiasi, ma LA storia. A quei tempi, il Washington Post non era neanche il primo giornale della città, e solo un folle poteva tentare di sfidare il New York Times, che era il giornale più importante d’America. Solo quel genio folle di Bradlee poteva pensare una cosa del genere, farla e avere i risultati che tutti abbiamo visto.

Secondo Meryl Streep, perché lo scandalo sulle molestie sessuali ha avuto bisogno di tutto questo tempo per saltare fuori?

Meryl Streep: Perché le persone imparano troppo lentamente. Si sapeva da anni del problema delle molestie sessuali, in qualsiasi ambito, ma solo quando è scoppiato il caso ad Hollywood molte persone hanno davvero aperto gli occhi e le donne sono potute uscire allo scoperto senza problemi.

Steven Spielberg: Per rispondere a questa domanda, probabilmente essere molto più intelligente e colto di quanto non sia, ma stiamo parlando di un tema davvero arcaico e che ha tanti secoli di storia alle spalle. Un tema sul quale sono stati scritti libri, girati film e tante altre cose. La domanda che riguarda la battaglia dei sessi è una domanda che non riesce a trovare risposta. Le donne hanno già dimostrato, nel corso dei secoli, tutte le loro qualità, come nel periodo della seconda guerra mondiale, quando gli uomini erano in Europa a combattere mentre le donne portavano avanti le aziende e le fattorie americane. Quando però gli uomini sono tornati a casa, hanno riportato le donne in cucina, senza riconoscere loro i meriti che avevano. È una lotta di potere e io non riesco a trovare una risposta che spieghi il problema. Mi sento però di dire che il problema è solo degli uomini, che non hanno mai dimostrato la capacità di controllarsi e di accettare un no come risposta.

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