Chi trova un genio, trova un tesoro – Leo Da Vinci Missione Monna Lisa

di Laura Pozzi

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Dopo l’abbuffata di cartoons natalizi complici di aver allietato le nostre visioni tra lacrime e sorrisi, arriva in sala dall’11 gennaio Leo Da Vinci missione monna Lisa, pellicola d’animazione tutta italiana realizzata dalla casa di produzione di audiovisivi e cartoni animati Gruppo Alcuni per la regia di Sergio Manfio.

Il punto di partenza del film, come dichiara il regista, è raccontare una storia d’avventura indirizzata ai più piccoli capace di legare attraverso una fantasia senza regole i bambini di ieri a quelli di oggi. Nonostante una società sempre più votata alla velocità e alla tecnologia, Manfio è fermamente convinto che non esiste bambino al mondo desideroso di trascorrere una notte avventurosa in una casa sull’albero, o costruire con le proprie mani una portentosa macchina capace di volare.

Forte di queste premesse, si affida nientemeno che al genio di Leonardo Da Vinci, ragazzo sognatore che non conosce limiti alla creatività e alla sua capacità d’osservazione. Accompagnato dal fido Lorenzo, atletico ragazzotto divertito supervisore dei suoi esperimenti e segretamente innamorato della bella e volitiva Lisa, Leo ha un unico grande sogno: volare. Dopo aver testato nelle profondità di un lago la sua ultima invenzione, i tre amici scoprono che la casa di Lisa è andata a fuoco distruggendo tutti i suoi averi.

Per scongiurare l’irreparabile e salvare la ragazza da un matrimonio combinato, i due si mettono alla ricerca di un misterioso tesoro sepolto nel mare vicino all’isola di Montecristo. Aiutati da Niccolò e Agnes, due simpatici scugnizzi incontrati per le vie di Firenze, gli impavidi ragazzi nel portare a compimento l’impresa, dovranno vedersela con una ciurma di pirati senza scrupoli pronti a tutto per posare le mani sul prezioso bottino. Il lieto fine è assicurato, grazie alla genialità e al travolgente entusiamo di Leo, capace di condurre a termine una missione particolarmente insidiosa, che riserva anche un colpo di scena ben assestato. La carta vincente dell’intera operazione risiede nella scelta del protagonista che trasforma una trama non particolarmente originale in una storia allegra e spensierata, che seppur indirizzata ad un target ben preciso risulta gradevole anche per i più grandi.

Si tratta di un prodotto che non può lontanamente competere con le mirabolanti e sofisticate produzioni americane, ma di sicuro possiede una sensibilità e un tocco italiano difficilmente riscontrabile in pellicole del genere. La bellezza del nostro paese, viene rappresentata in tutto il suo fascino e suggestione creando momenti di autentico stupore. Si inizia nel verde della campagna toscana, per arrivare alla seducente Firenze, teatro delle prime imprese di Leo, fino alle misteriose acque del mare che circondano le isole. La peculiarità di questa location, riesce a donare una cifra narrativa insolita ed originale risollevando il film da una sceneggiatura particolarmente fragile e poco incisiva. Che non rinuncia comunque ad un messaggio educativo forse risaputo, ma sempre efficace: l’importanza di non rinunciare ai propri sogni anche quelli più improbabili, lasciandosi guidare dalla creatività e da un’immaginazione oggi più che mai (si spera) al potere.

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