Una follia che di benedetto ha ben poco

di Lorenzo Bagnato

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Questo, oramai, è diventato un lavoro difficile, precario, perché anche se hai alle spalle grandi successi, al primo o al secondo errore vai a casa, hai grosse responsabilità. […] Ho paura perché con un uscita del genere se fallisci sei fregato”. Queste le parole di Carlo Verdone che seguono la proiezione del suo ultimo lavoro: Benedetta Follia, da lui diretto ed interpretato.

Con un’affermazione del genere ci si chiede che futuro deve aspettarsi il cinema nostrano, se persino un mostro sacro come Carlo Verdone ha paura dei lavori che fa. Dalle sue parole traspare una profonda stanchezza. Sembra andare avanti per inerzia, e lo si evince dalle sue stesse parole: “Più vado avanti più sento la fragilità che avanza”.

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Benedetta Follia sulla carta poteva essere un piccolo gioiello. Scritto da due promesse della nuova leva di autori cinematografici italiani come Nicola Guaglianone e Menotti, il film poteva ridare fasto alla figura di Carlo Verdone che, come tutti sappiamo, è uno dei personaggi più importanti della commedia italiana. Purtroppo il film non riesce a dare ciò che avrebbe potuto. L’idea di per sé non è male, se non fosse per la sua calcata ed evidente banalità. Ma va bene dai, in fondo è una commedia; la banalità è un elemento che lo spettatore si aspetta; lamentarsene sarebbe come sparare sulla croce rossa. Anche sul fatto che non faccia ridere neanche per scherzo, se non qualche risolino forzato per l’evidente grossolanità con cui i dialoghi sono stati scritti, ci si può passare sopra. In molti potrebbero trovarci qualcosa per cui ridere, e il mio compito qui non è di giudicare l’umorismo altrui.

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La problematica giunge quando il film da uno schiaffo palese alle nuove generazioni. L’incredibile superficialità con cui vengono trattati dei seri problemi sociali mi spaventa. È questo quello ciò che dobbiamo insegnare al popolo italiano oggi? Che i giovani sono una massa di capre ignoranti a cui non andrebbe affidato neanche il più semplice dei compiti? Da ragazzo, quale sono, che cerca di formare un futuro in cui poter vivere serenamente, mi sento offeso. Mi sento anche abbandonato da quelli che dovrebbero essere i miei punti di riferimento, ovvero i grandi personaggi degli anni passati che sono riusciti a fare carriera grazie al loro ingegno e al loro talento.

Benedetta Follia è un film che, stando al produttore Aurelio De Laurentis, uscirà in 700 sale sparse per il nostro paese. Sarà visionato da milioni di italiani, a cui arriverà il messaggio di non fidarsi dei giovani e delle nuove generazioni. La follia qui sta nel non accorgersi del problema, e di certo non è una Benedetta Follia.

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