C’era una volta il Titanic. Storia di vent’anni fa

di Mariele Gioia Papa

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Nell’anno che si approssima a finire, il film Titanic (1997), scritto e diretto da James Cameron, compie il suo ventennio di enorme successo. Chi scrive ammette, senza fatica, che il suo incontro con il cinema – senza contare numerosissimi cartoni animati della Disney – è sancito proprio con questa pellicola, che a distanza di tempo e al di là di ogni mutamento personale, continua ad avere profonda influenza sulle emozioni. È una storia d’amore immaginaria che, però, trae vita da una tragica vicenda accaduta nell’aprile del 1912, per il cui centenario Titanic è tornato nelle sale per tutti coloro che desideravano vivere l’esperienza cinematografica nella sua interezza.

 Le tracce del viaggio della nave drammaticamente interrotto, di cui si contano circa 700 sopravvissuti su un totale approssimativo di 2220 passeggeri, si trovano nei principali musei ad essa dedicati di Belfast e Southampton, rispettivamente la città nel cui cantiere navale fu costruito e la città da cui salpò per il Nord America il più grande e fastoso transatlantico mai progettato. Colossale è stato anche il lavoro di preparazione del film, che rientra tra i più costosi della storia del cinema. Si pensi che la produzione acquistò una parte della costa messicana di Rosarito (16 milioni di metri quadrati!) per permettere di ricostruire nel bacino d’acqua appositamente allestito, con qualche minima differenza nelle metrature, il modello del transatlantico. Molte delle decorazioni della nave hanno avuto la supervisione della White Star Line, la compagnia navale che si occupò del progetto del vero Titanic. Il foltissimo numero di interpreti principali e comparse, con a capo due giovanissimi Leonardo Di Caprio e Kate Winslet, fu impegnato sul set per sei mesi, dal settembre del ’96 a marzo del ’97, ma il lavoro di post-produzione richiese tanta meticolosità e tanto tempo che il film uscì nelle sale statunitensi soltanto nel dicembre dello stesso anno. Titanic trovò smisurato accoglimento da parte del pubblico tale che guadagnò la seconda posizione per il maggiore incasso della storia del cinema – che tutt’ora mantiene, superato solo da un altro film di Cameron, Avatar (2009).

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Il film, come detto, detiene molti traguardi così come diversi riconoscimenti: alla cerimonia degli Oscar 1998 vinse ben undici statuette per gli effetti speciali, il montaggio, il sonoro, la fotografia, la scenografia, i costumi, il montaggio sonoro, la produzione, la regia, la colonna sonora e la miglior canzone “My heart will go on”; le ultime quattro categorie hanno trionfato anche ai Golden Globe del medesimo anno, e non si contano numerosi altri premi vinti e le molteplici nominations. La colonna sonora è un vero pilastro per gli sviluppi drammatici della pellicola e, ancora oggi, il tema principale è immediatamente riconoscibile dagli appassionati. Il prolifico e talentuoso compositore James Horner si occupò di musicare la storia seguendo lo stile della cantante irlandese Enya, cui Cameron propose in prima analisi l’incarico, ottenendo un rifiuto. L’album delle composizioni di Horner, prematuramente scomparso nel 2015, risulta tra i più venduti così come il brano cantato da Celine Dion è la seconda canzone di grande successo per una solista donna al mondo.

Non è difficile dire che l’energia di questo giovane e intenso amore, autentico e potente, continuerà a propagarsi dal fondo dell’oceano, per lungo tempo, in ogni animo che ne ha celebrato la nascita.

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