Messa in liquidazione della Fondazione per il Libro. Che futuro per il Salone del Libro?

di Mirta Tealdi

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È di ieri, 28 dicembre 2017, la parola finale sulla messa in liquidazione della  Fondazione per il Libro, l’ente organizzatore del Salone del Libro di Torino. Il 19 dicembre scorso l’Assemblea dei Soci riunitasi in seduta ordinaria aveva deciso per la messa in liquidazione dell’Ente, procedura che è stata avviata nella seduta straordinaria di ieri. Sempre nella seduta di ieri è stato nominato un Commissario liquidatore Carlo Rossotto, operativo dal prossimo gennaio 2018. 

È già noto che la XXXI edizione del Salone del Libro sarà curata dal Circolo dei Lettori e dalla Fondazione per la cultura. Sembra, almeno in apparenza, che non ci sia preoccupazione per la sorte dei quindici lavoratori della Fondazione, verrà probabilmente creata una Newco, (con vecchi soci, Città e Regione, e nuovi investitori privati) dove trasferire i dipendenti, soluzione questa fortemente auspicata dai lavoratori che si oppongono ad uno spezzatino, con contratti a tempo determinato, tra Circolo dei Lettori e Fondazione per la cultura.  Altri sostengono invece che nell’eventualità della creazione di una nuova società che organizzi i prossimi eventi, per risparmiare molti dipendenti potrebbero essere lasciati a casa.

images.jpgEra già notizia dello scorso anno la scissione interna del Salone Internazionale del Libro, a favore di Milano, con i grandi editori decisi a competere con i tedeschi di Francoforte nella capitale economica lombarda. Decentralizzazione quella che ha visto la creazione in zona Rho, ad appena un mese dall’inizio del SalTo di maggio 2017, del grande spazio Tempo di libri a cui invece si sono opposti molti editori minori, e tantissimi scrittori. Si è così verificata alla XXX edizione torinese una battaglia accesa tra i due capoluoghi a suon di spazi espositivi (quarantacinquemila mq. a Milano contro i trentacinquemila mq. di Torino), programmi ricchi di eventi, autori di grido, manifestazioni, biglietti venduti, proposte, autori ed editori.

Se la “sfida” milanese ha dato la giusta energia di reazione al Salone Internazionale del Libro di Torino per l’appuntamento di maggio 2017 dove è stato anche creato un grande spazio, molto apprezzato, dedicato alle arti figurative e alla musica; è vero anche che la situazione attuale di messa in liquidazione della Fondazione non aiuterà certamente la kermesse libraria torinese a riprendere il proprio posto e competere con Milano, Roma e le capitali europee prima fra tutte Francoforte. Non resta che aspettare i prossimi eventi nell’attesa che la XXXI edizione del 2018 prenda il via a maggio.

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