La Vita è bella compie vent’anni, un intramontabile inno alla vita

di Cristina Peretti

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È con la sua interpretazione di Guido Orefice nel film “La Vita è bella”, di cui è anche registra, che Roberto Benigni, attore, comico e sceneggiatore italiano, conquista l’Oscar al miglior attore nel 1999. Ma non finisce qua, nel corso degli anni il film riceve innumerevoli riconoscimenti: tra cui nove David di Donatello, cinque Nastri D’Argento, cinque Globi D’Oro e altri due Oscar, quello per il miglior film straniero e quello per la miglior colonna sonora, a opera del noto compositore italiano Nicola Piovani.

Considerato un capolavoro senza età,  l’intramontabile classico di Benigni quest’anno compie ben vent’anni! Era, infatti, il 20 Dicembre del 1997, quando il pubblico italiano ha conosciuto per la prima volta Guido, Dora(Nicoletta Braschi), e Giosuè(Giorgio cantarini). La storia, raccontata dalla voce narrante di Giosuè ormai adulto, segue le vicende di una famiglia di ebrei deportata in un lager nazista. Il film si divide in due parti: la prima, gioiosa e romantica, si svolge ad Arezzo, e mostra come Guido e Dora si sono conosciuti ed innamorati. La seconda, dai toni drammatici, è ambientata interamente nel lager. Durante il periodo di prigionia Guido, per proteggere il figlio dagli orrori dell’Olocausto, gli racconta che quello che stanno vivendo in realtà è un gioco, alla fine del quale si vincerà un carro armato.

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Nel finale, infatti, in una delle scene più commoventi del cinema italiano, quando gli Americani arrivano e conducono i sopravvissuti sui loro carri armati, il bambino griderà alla mamma “abbiamo vinto”, credendo di essere arrivato alla fine del gioco che ha iniziato con il padre, ormai morto, che non può provare con la propria famiglia il sapore della vittoria, che altro non è che la libertà! Questa è una storia semplice, eppure non è facile raccontarla. Come in una favola c’è dolore, e come in una favola è piena di meraviglia e di felicità”. Queste le parole con cui la voce narrante apre la prima scena del film, parole che non potrebbero descrivere meglio ciò che Benigni ha creato: “La Vita è bella” inizia con i toni allegri e spensierati, tipici anche di “Johnny Stecchino” e di “Il Mostro”, che non abbandoneranno mai i personaggi neanche nelle scene più tristi.

La particolarità del film è proprio questa: la contrapposizione tra la drammaticità e la delicatezza delle tematiche rappresentate e la sua messa in scena con una veste linguistica giocosa e a tratti burlesca. Gioco di contrasti che ha recato al regista tanto successo, ma anche molte critiche. Non è rispettosa una rivisitazione storica dell’Olocausto in chiave “ironica”?  Forse molti possono ritenere valida una tale affermazione. Ma se “La Vita è bella” ha avuto così tanto successo in questi vent’anni è stato  grazie all’arma di denuncia più potente: la comicità!

la vita è bella 1 out out magazineÈ proprio mostrando l’innocenza e la serenità quotidiana di un’umile famiglia come quella di Guido che Benigni riesce a rievocare tutto l’orrore della guerra. Vediamo i nostri protagonisti immersi nel loro mondo, innocenti, tranquilli, e nonostante questo subiscono la secolare e ingiustificata violenza della guerra, da cui non c’è via di uscita. Guido sfida il destino, tenta di far evadere Giosuè con l’immaginazione, crea per il figlio un’altra realtà, in cui giustifica ciò che stanno vivendo. “Comincia il gioco, chi c’è, c’è, chi non c’è, non c’è”. Un gioco a cui Guido, consapevole di perdere fin dal principio, ha saputo partecipare sempre a testa alta, senza mai perdere la voglia di ridere e di sperare. L’innocenza e l’amore solo sono i principi a cui si è aggrappato fino alla fine. Di documentari, interviste, documenti che attestano fedelmente cosa è accaduto durante la seconda guerra mondiale ne abbiamo in quantità. Ma “La Vita è bella” non è nato per essere una rappresentazione storica delle violenze causate dall’Olocausto, è un inno alla vita, senza tempo e senza età, è un film che dobbiamo ricordare per far riaccendere in noi la voglia di vivere e di superare le difficoltà.

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