Il paradiso perduto di Winnie the Pooh – Vi presento Christopher Robin

di Laura Pozzi

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Forse non tutti sanno che dietro la creazione del fatato e idilliaco mondo di Winnie The Pooh, l’orsacchiotto giallo più famoso del mondo, si nasconde una storia poco nota e profondamente dolorosa che grazie al regista Simon Curtis sarà possibile scoprire al cinema a partire dal 3 gennaio.

L’interessante biopic, s’ispira alle vicende artistiche e private del commediografo inglese A. A. Milne (Domhnall Gleeson) che, reduce dalla prima guerra mondiale non riuscendo a domare i suoi demoni interiori decide di trasferirsi insieme alla moglie Dafne e al figlioletto Christopher Robin (Will Tilston) detto Billy Moon nel Sussex, alla ricerca di un equilibrio inevitabilmente compromesso. La tranquilla vita di campagna va stretta all’irrequieta Dafne (una sempre convincente e terribilmente in parte Margot Robbie), che pur di soddisfare l’incontrollabile voglia di mondanità  non ci pensa due volte ad abbandonare il fragile marito e lo smarrito figlioletto che troverà conforto e calore umano nella tata Olive.

L’algido rapporto padre figlio, dovuto in parte ai traumi di una guerra sempre viva nei ricordi dello scrittore, troverà nella verde e pacifica solitudine della campagna inglese la chiave per accedere al bosco dei cento acri, luogo magico e  fondamentale nell’ideazione dei racconti di Winnie the Pooh. L’intesa raggiunta con Billy Moon e  l’inseparabile orsetto di pezza, consentirà a Milne di addentrarsi in quel personalissimo paradiso creato insieme, che lo scrittore non sarà in grado di preservare e mantenere privato consegnandolo in breve tempo al mondo intero sotto forma di romanzo e riuscendo ad ottenere un successo su scala mondiale assolutamente inaspettato. A fare le spese di tanta e improvvisa notorietà sarà proprio Christopher Robin, il quale considerato fonte d’ispirazione dell’amatissimo libro verrà inconsapevolmente dato in pasto alla stampa, che annienterà il suo universo incantato per ridurlo in un cumulo di macerie.

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Il tanto amato orsacchiotto, diventerà ben presto il più acerrimo nemico, colpevole di aver distrutto l’esclusivo rapporto con il padre e di aver rubato la propria infanzia. La tarda presa di coscienza da parte di Milne, che deciderà di abbandonare per sempre Winnie the Pooh, non riuscirà a ricucire un rapporto ormai lacero e privo di qualsiasi credibilità agli occhi di Billy Moon. Chiudere i conti con il passato non sarà cosa semplice per entrambi, ma il ritorno del ragazzo dopo aver disertato la seconda guerra mondiale, rappresenterà il primo passo per una non facile riconciliazione. L’idea di filmare il processo creativo celato dietro la realizzazione di un’opera di successo non è nuova nel cinema, basti pensare a Dickens – l’uomo che inventò il Natale, nelle sale in questi giorni dove si narrano le vicende che hanno portato alla stesura del celeberrimo Canto di Natale.

Ponendo il testo al centro della storia, si arriva attraverso personali scelte stilistiche a parlare inevitabilmente dell’autore e della sua creazione. Nel caso di Winnie the Pooh, il discorso si fa più complesso, perché senza il paradisiaco mondo creato da Christopher Robin e i suoi amici di pezza, Wilne non sarebbe mai arrivato ad ideare gli apprezzatissimi racconti passati poi in mano alla Disney. Ma il prezzo da pagare in termini di sentimenti si è rivelato particolarmente salato e alla fine della visione viene da chiedersi se ne sia valsa davvero la pena. Sicuramente vale la pena vedere il film, sia per lasciarsi coinvolgere ed emozionare da una storia misconosciuta, sia per abbandonarsi a momenti di autentica grazia che solo la magia del cinema sa regalare. Il peculiare rapporto tra lo scrittore e suo figlio non può lasciar indifferenti e non far breccia anche nel cuore dei più duri e anche se la pellicola si presenta nella più classica delle confezioni, instilla nell’animo un’ azzurra e celeste nostalgia che torna a far capolino ogniqualvolta si torna a ripensare la propria infanzia. La quale, al di là dall’essere felice o meno, rappresenta un momento unico e irripetibile capace di condizionare e determinare il nostro destino.

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