Napoli velata, Napoli che seduce

di Beatrice Andreani

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Ozpetek racconta Napoli. Dopo numerosi lavori (tra gli altri: La finestra di fronte, 2003; Mine vaganti, 2010; Rosso Istanbul, 2017), questa volta sceglie un setting italiano particolare, per una storia dai contorni ambigui. Ozpetek racconta Napoli, e lo fa dal punto di vista di chi la scopre per la prima volta. Si spinge tra i vicoli partenopei, richiama gli immaginari della città che evocano auree di mistero.

La mdp apre su una scala a chiocciola, un’ellissi che catalizza lo sguardo dello spettatore e gli regala un’immediata instabilità emotiva. Le inquadrature indugiano sui particolari, quasi fossero quadri, adottando il punto visivo di una sorta di visitatore, e la presa in soggettiva, frequente, conduce attraverso le stanze di case e ambienti chiusi, rivelandocene il background.

Napoli seduce. Nasconde. Dilata la realtà. Una città dipinta a tratti crudele, che sembra in grado di offrire solo morte. Ozpetek si addentra tra le vie, e poi nella mente di una donna fragile che cerca di dare il giusto spazio ai suoi sentimenti.

Napoli Velata - outoutmagazine (2) (1).jpgAdriana (Giovanna Mezzogiorno) e Andrea (Alessandro Borghi), si conoscono per quello che sembra un caso, e decidono di rischiare. S’incontrano, si amano e si perdono. Nulla però è accidentale nella logica del film, c’è un motivo per cui le cose avvengono, c’è un motivo per cui i due amanti entrano in relazione. Il gioco tra realtà e illusione è la base su cui poggia l’intera storia.

Un omicidio improvviso, inaspettato, fa sì che Adriana si accorga dei “veli” che avvolgono ciò che la circonda, mostrando la realtà e non occultandola.

Quella patina, ben resa anche dall’effetto sfumato della fotografia e da movimenti di macchina che modellano l’immagine, cade, svelando agli occhi della protagonista l’enigma che nasconde il vero volto della città e delle persone che l’abitano. In lei riaffiorano allora i ricordi di un dramma passato, divenendo vittima di una follia in parte autoindotta. La morte sembra essere, quindi, parte integrante della sua vita, a partire dal lavoro che svolge come medico legale.

Un film ambizioso, supportato da un cast di spessore (Lina Sastri, Luisa Ranieri, Maria Pia Calzone, Isabella Ferrari, ecc.) da colonne sonore appositamente create da Pasquale Catalano per accompagnare il viaggio verso la scoperta di una verità scomoda, in cui la stessa protagonista sarà coinvolta. La storia lascia un punto interrogativo, il dubbio sino alla fine. Come dice Peppe Barra nei panni di Pasquale: “Napoli, i suoi segreti non li svela a nessuno.” Nelle sale dal 28 dicembre.

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