Fraternizzare al fronte, la commovente storia vera di Joyeux Noël

di Mirta Tealdi

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Cos’hanno in comune i sei personaggi principali del film Joyeux Noël (titolo originale), oltre a combattere come nemici una sanguinosa guerra di trincea sul fronte occidentale?

Il luogotenente Audebert (Guillaume Canet), l’ufficiale Horstmayer (Daniel Brühl), il tenore Nikolaus Sprink (Benno Fürmann), la cantante Anna Sörensen (Diane Kruger), Padre Palmer (Gary Lewis), il tenente scozzese Gordon (Alex Ferns), condividono forse il Natale più commovente e profondamente sentito della loro vita.

Joyeux Noël, è un lungometraggio del 2005 del regista francese Christian Carion ( recentemente autore del thriller Mon Garçon, non ancora uscito nelle sale italiane e presentato alla XIIª Festa del Cinema di Roma di quest’anno).

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Il film che è stato proiettato fuori concorso alla 58ª Mostra del Cinema di Cannes 2005 e candidato nel 2006 all’Oscar e ai Golden Globe come miglior film straniero narra, in forma romanzata, un episodio vero, ricordato come “La tregua di Natale”, che avvenne nel dicembre del 1914. Spontaneamente e in forma non ufficiale, in vari punti del fronte occidentale, ci furono una serie di “cessate il fuoco” dichiarati e condivisi dalle unità nemiche francesi, britanniche e tedesche, che dettero il via a forme di condivisione e fraternizzazione fra combattenti.

La storia nel film prende le mosse da un altro fatto vero: Guglielmo di Prussia inviò il primo cantante dell’Opera di Berlino, Walter Kirchhoff , in visita ai reggimenti tedeschi al fronte, egli, dopo aver cantato fu così apprezzato  che i soldati francesi per applaudirlo uscirono allo scoperto dalle proprie trincee. Analogamente nel film il primo cantante, che nella finzione si chiama Nikolaus Sprink, (arruolato come soldato semplice) e che per la propria provenienza altolocata non è amato dall’ufficiale tedesco Horstmayer al comando dell’unità, si ritrova, grazie all’intraprendenza della propria compagna, (la cantante danese Anna Sorensen) a cantare la vigilia di Natale per il Principe ereditario Guglielmo di Prussia e gli alti comandi. Ma la guerra ha cambiato nel profondo il cantante, che parlando con Anna, critica aspramente il lusso in cui vivono i generali e decide di tornare al fronte a cantare la notte di Natale per i suoi compagni di trincea.

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Anna insiste per seguire il suo uomo al fronte. Così mentre Sprink canta Adeste Fidelis per i suoi commilitoni, lentamente i soldati scozzesi a poca distanza ripetono il motivo con le cornamuse, a quel punto anche i francesi si affacciano dalle trincee per guardare cosa sta succedendo e vedono Sprink che con un albero di natale in mano (Gli alti comandi tedeschi avevano fatto inviare oltre a provvigioni, sigarette e alcolici, un gran numero di alberi di natale addobbati da mettere in trincea!) cammina davanti a loro nella terra di nessuno, cantando. E’ l’inizio della tregua decisa all’unanimità dai tre comandanti Horstmayer, Audebert, Gordon. (L’esito della guerra non si deciderà stanotte, e non credo che nessuno ci criticherà per aver deposto le armi la vigilia di Natale- , dice il tenente Gordon, ignaro di quanto si stia sbagliando e della forte repressione che arriverà dai comandi superiori non appena verranno a conoscenza dei fatti).

I soldati lasciano così le proprie trincee e si incontrano sulla terra di nessuno. Iniziano episodi di fraternizzazione e scambio di cibo, bevande, cioccolata e sigarette. Ognuno offre quello che ha, parla dei propri cari, mostra le foto  delle mogli, augura Buon Natale. Più tardi padre Palmer celebra la messa sulle note dell’Ave Maria cantata da Anna per i soldati, commossi. La tregua dura anche il giorno successivo, in cui viene deciso di seppellire i propri caduti, rimasti nella terra di nessuno in mezzo alla neve e senza sepoltura. Ma nessuno ha voglia di ritornare a essere nemico e gli episodi di condivisione continuano i giorni successivi.

Joyeux Noël si svolge con snellezza e facilità grazie ad una sceneggiatura molto ben articolata che dosa con efficacia momenti di alta drammaticità, con altri di genuina commozione (dosata da una scrittura sobria) enfatizzata dalle musiche di Philippe Rombi (suonate dalla London Symphony Orchestra) e dalla voce dei due cantanti interpretati dalla soprano Natalie Dessay e dal tenore Rolando Villazon. Molto ben calibrati anche i momenti comici e disegnati con profondità e accuratezza i personaggi secondari, primo fra tutti l’attendente di Audebert, Ponchel (Dany Boon).

Il messaggio di Joyeux Noël è naturalmente un messaggio fortemente morale a partire dalla sequenza iniziale dove tre bambini, un francese, un tedesco e un inglese, pronunciano contemporaneamente nella propria classe discorsi di propaganda nazionalista e interventista (piccoli combattenti crescono). Passa attraverso il disprezzo del cantante e soldato Sprink per il lusso degli alti comandi, prosegue con l’abbandono della croce  da parte del cappellano Palmer dopo il rimprovero veemente del Cardinale (anche la Chiesa ha abbandonato le leggi di fratellanza e amore) e termina con il confronto sul piano morale e militare tra il luogotenente Audebert e il padre generale che lo rimprovera aspramente per la tregua. Audebert si oppone al padre dicendo che non si sente affatto in colpa per l’accaduto ma anzi critica i superiori e tutti coloro che parlano dei sacrifici, ma non sanno nulla della vita di trincea. Al che il padre ribatte che su una cosa è d’accordo: anche lui non capisce quella guerra, combattuta più con la pala che con le armi.

Joyeux Noël si muove con disinvoltura e semplicità sul crinale insidioso della retorica anti bellica e restituisce alla Storia un episodio di fratellanza, umano e commovente.

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