Super vacanze di Natale è il nuovo Paperissima Sprint?

di Quinto De Angelis

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Sfruttando un chiacchiericcio mediatico senza precedenti, esce nelle sale l’ apoteosi del cinepanettone: Super vacanze di Natale. Perché apoteosi? Perché è tutto quello che gli amanti del genere aspettavano da tempo ed è, a sua volta, tutto quello che gli amati del cinema non volevano nemmeno immaginare.

Un found footage di tutti i cinepanettoni mai fatti. Per chi non lo sapesse, con found footage, si indica una pratica di montaggio diffusa negli ambienti artistici underground in cui si prende del metraggio preesistente e lo si riutilizza per la creazione di una nuova pellicola. In questo caso, quello che ne esce fuori, è una poltiglia di scene di film mediocri che si susseguono in successione attraverso delle citazioni colte, inserite in un contesto forviante, che appaiono fuori luogo e denaturalizzate rispetto al motivo per cui sono state formulate.

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Il cinepanettonismo diventa un valore che viene esaltato in sala con tanto di definizione da dizionario e fiera presentazioni dei valori culturali che questa pratica ha portato con se. Il cinepanettonismo viene difeso e giustificato dalla presenza di mostri sacri del cinema italiano come Alberto Sordi che sembra fare da staffetta ad una nuova comicità che rivoluzionerà il cinema negli anni seguenti. Infatti è quello che farà, nei primi anni 2000, prima di essere criticato, e odiato dalla critica per i contenuti volgari e per soluzioni estetiche non proprio da manuale. Le critiche diventano motivo di orgoglio, si sente un senso di appartenenza e di nostalgia verso questo modo di far ridere che oggettivamente ha prodotto una pellicola di un ora e mezza di volgarità. Capro espiatorio di tutto questo ben di Dio è Paolo Ruffini, regista di un film senza regia, che si appresta ad essere uno degli uomini più odiati d’Italia per aver deciso di salire sopra questo carro senza una ruota ed aver portato avanti la realizzazione di questa pellicola. Il successo di Ruffini come regista sta nel aver fatto parlare di se e di fatto accresciuto la sua fama per le critiche ricevute e non certamente per il lavoro estetico visto che in un film di montaggio il lavoro più grande va a Pietro Morana, appunto montatore del film.

Anche sul montaggio si potrebbero spendere fiumi d’inchiostro visto che sembra esser stato realizzato con Movie Maker ma ci limitiamo e definirlo nella norma visto il film in questione ignorando, almeno in questa recensioni, gli schermi neri che ci illustrano cosa vedremo nei prossimi minuti nemmeno fosse un filmino di matrimonio. Il punto cruciale della pellicola è nella presentazione del materiale in questione. Questa celebrazione dei 35 anni dal primo Vacanze di Natale presenta una ventata di non-novità dovuta al fatto che quelle sequenze sono facilmente reperibili su youtube. Un cinema vecchio stantio che ci propina da ormai tre decenni e mezzo la stessa formula e lo stesso tipo di risate non c’è evoluzione ma c’è guadagno e una linea produttiva che continua a sfornar film.

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A questo punto non capiamo se sia tutta una presa in giro oppure non ci stiamo rendendo conto del valore sociale di questi film – quest’ultima ipotesi vorremo evitarla di pensarla – ignorando una disfatta lunga 35 anni da parte dei critici cinematografici. L’autoreferenzialità è mostrata in un modo così evidente che a tratti risulta arrogante. Ma mostrare gag per 90 minuti e dividendole in sequenze tematiche può essere considerato cinema? Cosa ci spinge a non paragonarla ad una lunga puntata di Paperissima Sprint? A questo punto due considerazioni sono d’obbligo La prima è che il film si sente, giustamente, importante forte di un incasso complessivo dei cinepanettoni che supera i 400 milioni di euro che ci spinge a considerare quest’odio verso queste pellicole come una forma d’ipocrisia dello spettatore perché un film brutto non incassa cosi tanto e non produce una serie che va avanti da cosi tanti anni. La secondo considerazione con cui voglio concludere questo articolo deriva da un pensiero semplice, matematico, che non ha bisogno di grandi menti per essere capito. Quello che è certo a rigore di logica sta nel fatto che legando insieme 30 pessime pellicole non puoi pensare di farne una decente.

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