Museo del Cinema di Torino: allarme sciopero

di Gabriella Zullo

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Sono 77 i dipendenti che giovedì scorso si sono riuniti contro i tagli del personale previsti dal piano di rilancio dell’ente. A prendere posizione e a lanciare l’allarme sciopero sono i lavoratori della Fondazione Prolo che in questi ultimi giorni hanno dichiarato alla stampa (le pagine di Repubblica ne sono testimoni) che “Solo chi non conosce la realtà della Fondazione può affermare che 77 dipendenti siano troppi”.

In effetti le dichiarazioni fatte alla fine del Festival del Cinema non erano state accolte bene da parte dei lavoratori della Mole Antonelliana che, oltre a gestire il cinema Massimo e altre strutture, organizzano il festival giunto quest’anno alla trentacinquesima edizione. Siamo di fronte a un copione all’italiana visto e sentito un milione di volte: da una parte la politica che cerca di far quadrare i conti, dall’altra dipendenti che conoscono bene la situazione e le dinamiche del posto di lavoro. Ma come accade sovente non decide chi conosce e vive quella realtà, ma chi amministra dall’alto e troppo raramente conosce ciò per cui decide.

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I dipendenti avevano incontrato la presidente Laura Milani già a ottobre per discutere sulle sorti del Museo, ma dopo non c’è stato più alcun dialogo. A detta loro un licenziamento in tronco di questa portata oltre a non poter essere accettato, per ovvi motivi, è anche controproducente perché è proprio grazie al loro impegno che il Museo è riuscito a gestire un’affluenza di 9 milioni di visitatori, assistendo a una crescita annuale del 6% circa. Non male per essere in tempi di crisi economica e culturale (ammesso che questa crisi non sia soltanto un’illusione…).

La paura di rimanere a casa e perdere il lavoro incombe sempre di più soprattutto perché molti contratti scadono a fine anno. E se questi sono i “buoni” propositi per l’anno nuovo, c’è da temere. La Milano afferma che a breve verrà fatta un’analisi più approfondita sulla situazione del personale del Museo per valutare insieme ai sindacati delle soluzioni. Ovviamente tra i due litiganti si mette in mezzo la politica: tant’è che la consigliera regionale Francesca Frediani dell’M5S attacca l’assessorato alla cultura del Piemonte reputando inaccettabile il fatto che le scelte amministrative ricadano sui lavoratori. Il fatto è che non sarebbe strano se si decidesse di tagliare ulteriormente i fondi per il Museo. Restiamo quindi in attesa dell’epilogo finale. I lavoratori sono stati molto chiari: “Siamo pronti allo sciopero”.

L’unica considerazione che si può fare in attesa di aggiornamenti è che la cultura è quella che ci rimette sempre. Viviamo in un Paese in cui i lettori sono sempre meno e diminuiscono anche le capacità di comprendere un testo scritto. Per quanto ancora andrà avanti tutto questo?

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